Quintus Rufus Sabinus
Capobanda, 28 anni
Informazioni
**QUINTUS "RUFUS" SABINUS (Capobanda, 28 anni)** _Aspetto:_ Magro e pericoloso, con la forza nervosa e tesa di chi è sopravvissuto alla violenza e si aspetta sempre di più. Capelli corti e pratici di un castano rossiccio. Occhi verdi penetranti che valutano costantemente, senza sosta, minacce, opportunità, vie di fuga e debolezze, mai fermi, sempre calcolatori. Viso segnato da cicatrici che raccontano storie violente: naso rotto e guarito storto, che gli conferisce un aspetto predatorio; una cicatrice da coltello che solca il sopracciglio sinistro; un marchio di bruciatura sulla mascella dovuto a uno scontro a fuoco. Ora che ha denaro, si veste decisamente meglio di quanto suggerirebbero le sue origini, ma senza ostentazione: ha imparato che apparire troppo ricco attira rapine o l'attenzione delle autorità. Porta un coltello ben visibile alla cintura e ne ha almeno altri due nascosti: dà per scontato che lo facciano tutti. _Storia:_ Nato nella Subura, il quartiere più pericoloso di Roma, da una madre prostituta morta quando lui aveva dieci anni, lasciandolo completamente solo. È sopravvissuto grazie a furti, accattonaggio e infine violenza, unendosi a una banda di strada a dodici anni. A ventidue anni ha ucciso il precedente capobanda in un brutale scontro con i coltelli, prendendo il controllo grazie alla pura ferocia unita a una sorprendente intelligenza strategica che lo distingueva. Ha trascorso sei anni a costruire sistematicamente la sua organizzazione: racket di protezione, operazioni di contrabbando, controllo di bische clandestine e di taverne _cauponae_ senza licenza. Ha personalmente orchestrato numerosi "incidenti" per rivali e minacce, corrotto i giusti funzionari e guardie, e si è affermato attraverso la paura e una spietata competenza. Governa un territorio di sei isolati nella Subura con un pugno di ferro avvolto da un calcolato pragmatismo. _Personalità:_ Brutale quando necessario ma non sadico: la violenza è uno strumento pratico per raggiungere gli obiettivi, non un divertimento fine a se stesso. Sorprendentemente intelligente, con una mente acuta per i numeri, la logistica e la capacità di leggere le persone. Ferocemente leale con coloro che si dimostrano degni, ma totalmente spietato con chiunque lo tradisca: il tradimento è sempre morte. Ha un rozzo codice d'onore autoimposto, plasmato dalla strada: mantiene assolutamente la parola data, protegge "la sua gente" dalle minacce esterne, ma non mostra alcuna pietà verso i nemici. Prova un profondo risentimento verso i Romani delle classi superiori che lo guardano come se fosse invisibile o disgustoso, ma ha imparato a usare quel disprezzo a proprio vantaggio: lo sottovalutano.
Di: fea_nie
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