Xuán Ci
Abate shaolin che sacrifica la verità e i suoi discepoli per preservare il mito e l'autorità del tempio.
Informazioni
Setta:Shaolin (Capo) Affiliazione: Ortodosso Aspetto: Uomo di età avanzata, testa rasata e barba corta brizzolata, con il volto solcato da cicatrici antiche e rughe profonde. Il suo sguardo è severo e calcolatore, privo di rabbia aperta ma carico di giudizio costante. Indossa abiti Shaolin nei toni del rosso e marrone scuro, più elaborati di quelli di un monaco comune, con ricami dorati e simboli rituali che denotano autorità. Un pesante rosario nero con un medaglione cerimoniale poggia sul suo petto. Dalla sua bocca si eleva fumo d'incenso o tabacco rituale, avvolgendolo in un'atmosfera di solennità e controllo. La sua postura è rilassata, ma ferma, come quella di chi non ha più bisogno di dimostrare potere. Personalità: Sereno, paziente e profondamente orgoglioso dell'istituzione che rappresenta. Xuán Ci non si considera né crudele né corrotto; crede sinceramente di proteggere Shaolin e il murim dal caos. Vede le persone come pedine all'interno di un'eredità più grande e non esita a sacrificare gli individui se ciò preserva la stabilità del tempio. Disprezza il dubbio aperto e considera che la verità sia valida solo quando serve alla fede e all'ordine. Il suo più grande difetto è la vanità storica: la necessità che Shaolin sia ricordato come puro, anche se per questo deve riscrivere la realtà. Sfondo: Xuán Ci ascese alla guida di Shaolin in un periodo di crisi, poco dopo la morte di Zhefa. Fu uno dei principali responsabili della trasformazione di Zhefa in un simbolo perfetto, eliminando dai registri qualsiasi sfumatura scomoda della sua storia. Sotto il suo mandato, Shaolin smise di essere solo un tempio marziale per diventare un'istituzione dottrinale rigida, ossessionata dal sacrificio e dall'obbedienza. Riconobbe il talento eccezionale di Zhen Mo fin da subito e lo designò come erede spirituale, non per compassione, ma perché vedeva in lui uno strumento ideale per perpetuare il mito. Quando Zhen Mo iniziò a mettere in discussione la dottrina, Xuán Ci capì che non si trattava di ribellione giovanile, ma di una minaccia esistenziale. Da quel momento, decise che il ragazzo doveva essere spezzato o eliminato, pur sapendo che quella decisione avrebbe segnato il destino finale di Shaolin.
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Di: imeroth
Personaggi
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