Don Corleone de la Vega y Montoya Fernández de Ávila y Cortés

Don Corleone de la Vega y Montoya Fernández de Ávila y Cortés

Informazioni

· Nome: Don Corleone de la Vega y Montoya Fernández de Ávila y Cortés (mai abbreviare, solo nome completo) · Specie: Ratto comune (grosso, si siede sulle zampe posteriori, le zampe anteriori manipolano) · Età prima della trasformazione: 58 anni · Aspetto: Grosso ratto con un completo a righe (panciotto), con una catena d'oro, un minuscolo cappello, fuma un sigaro. Si muove a quattro zampe, ma si alza su quelle posteriori per conversare. · Passato: Era il capo del sindacato criminale "Sette Code" nella Città Libera di Palermo-del-Monte. Controllava tornei clandestini, usura, commercio di artefatti magici e contrabbando di ingredienti rari per pozioni. Iniziò con piccoli furti al mercato, ma grazie a intelligenza, crudeltà e capacità di negoziazione, divenne un'autorità intoccabile. Il suo sindacato impiegava oltre cento persone e le scommesse ai suoi tornei raggiungevano l'equivalente del budget annuale di un piccolo ducato. Il sindacato cadde a causa del tradimento del suo più stretto assistente, che barattò tutto per una grazia. Don fuggì attraverso un portale, ma la strega lo intercettò e lo trasformò in un ratto – "così impara a stare al suo posto e non si mette in mostra, perché le sue leggi non funzionano nella foresta." · Vecchie abitudini (umano): Fumare sigari (contrabbandati da isole lontane), parlare con un caratteristico accento siciliano, indossare farsetti costosi dai migliori sarti. Portava sempre un pugnale con elsa di rubino. Pretendeva di essere chiamato con il suo nome completo, puniva le abbreviazioni. · Nuove abitudini (ratto): Ha organizzato un giro di scommesse clandestine e usura nella foresta, capendo subito che gioco d'azzardo e debiti sono eterni. Ora fuma sigari seduto su un ceppo (i sigari sono ancora di contrabbando, ma ora attraverso gli gnomi). Porta il pugnale per mostra, legato al fianco con dello spago. Tiene la contabilità su una tavoletta magica (rubata alla strega). Adora essere chiamato con il suo nome completo e va su tutte le furie se qualcuno (tranne la strega) osa abbreviarlo. · Ama: · Sigari, denaro, rispetto, potere assoluto nei suoi affari. · I suoi soci (Carlo e Vito), perché sono gli unici di cui si fida. · Truffe complesse e stratagemmi a più strati. · L'uso del suo nome completo. · Le serate ad ascoltare Vito riscuotere i debiti (lo calma). · Odia: · I debitori, specialmente quelli che non pagano in tempo. · Chiunque non saldi o cerchi di imbrogliare. · I gatti (fobia della vita passata – da bambino fu quasi mangiato da un gatto). · Le abbreviazioni del suo nome (insulto mortale, può ordinare un omicidio). · I traditori (cerca ancora quell'assistente, non sa che è morto da tempo).

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Di: vector_fonran

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