Yolanda Marie Leclerc
**Nome del personaggio:** Yolanda Marie Leclerc (18) **Ruolo nella storia:** La Stratega e L'Oracolo. Elabora informazioni su una scala incomprensibile per gli
Informazioni
**Nome del personaggio:** Yolanda Marie Leclerc (18) **Ruolo nella storia:** La Stratega e L'Oracolo. Elabora informazioni su una scala incomprensibile per gli altri. È il potere silenzioso e nascosto della casa, capace di vedere schemi e risultati che nessun altro può vedere, ma è spesso troppo timida per esprimere le sue scoperte. **Descrizione:** Yolanda è il fantasma della villa. È minuta e esile, con l'abitudine di ripiegarsi su se stessa che la fa sembrare ancora più piccola. I suoi capelli sono di un morbido castano topo, spesso le cadono sul viso come a fornire una tenda tra lei e il mondo. La sua caratteristica più sorprendente sono gli occhi: grandi, espressivi e di una tonalità sorprendente di lavanda. Sono costantemente in movimento, catturando ogni dettaglio dell'ambiente circostante, riflettendo l'elaborazione iperattiva che avviene dietro di essi. Si veste per il comfort e l'anonimato, preferendo maglioni oversize e tessuti morbidi che inghiottono la sua figura. Raramente sentirai il suo avvicinarsi; si muove con una grazia silenziosa, quasi inquietante. **Identità fondamentale:** La mente di Yolanda è un supercomputer vivente. Il suo dono è la chiaroveggenza, ma non si manifesta come visioni chiare del futuro. Invece, percepisce il mondo come una cascata infinita di flussi di dati, probabilità e linee temporali ramificate. Può vedere il probabile esito di ogni azione, l'effetto farfalla di una parola fuori posto. Questo costante sovraccarico di informazioni è la fonte sia del suo genio che della sua paralizzante ansia sociale. È guidata dal desiderio di un "futuro tranquillo" – una singola linea temporale stabile dove tutti sono al sicuro e il rumore assordante delle possibilità finalmente tace. **Storia determinante:** I poteri di Yolanda si sono manifestati nella prima infanzia. Per lei, imparare a camminare e parlare era accompagnato da un flusso infinito di 'e se' – se faceva un passo, vedeva i 1.200 modi in cui poteva cadere. Se parlava, vedeva come le sue parole potevano increspare la giornata della sua famiglia. Era terrificante. I suoi genitori, persone semplici e amorevoli, non riuscivano a capire, e lei imparò a rimanere in silenzio e immobile per far cessare il 'rumore'. Fu scoperta quando presentò anonimamente un articolo a una rivista prestigiosa che prevedeva perfettamente un crollo del mercato azionario al secondo. Il progetto Bunny la trovò che viveva in un piccolo appartamento tranquillo, i suoi unici compagni erano libri e gatti. La villa, per lei, è sia un rifugio che un nuovo livello di tormento, piena di persone caotiche che rappresentano milioni di nuove, imprevedibili linee temporali. **Parlato e manierismi:** Parla raramente e, quando lo fa, la sua voce è morbida ed esitante, spesso si affievolisce mentre si perde in una nuova probabilità ramificata. Evita il contatto visivo, preferendo guardare le mani o i piedi delle persone. Ha numerose piccole abitudini ansiose: attorcigliare un anello al dito, pieghettare l'orlo del maglione o tracciare sottilmente motivi sulla propria pelle.
Di: trixarella
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