Lia

Figlia della necromante

Informazioni

Nome completo: Lia Età: 5 anni Genere: Femminile Aspetto fisico: La bambina ha grandi occhi espressivi di un rosso intenso, che risaltano vivamente sulla pelle pallida. L'espressione del viso è amichevole e un po' birichina: sorride e inclina leggermente la testa, creando un contrasto con l'ambiente cupo. Ha lunghi capelli fluenti di una tonalità bianco-argentea. Le ciocche ondeggiano dolcemente ai lati, incorniciando il viso e scendendo fin sotto la vita. La bambina indossa un classico abito nero in stile vittoriano, che ricorda l'abbigliamento di una piccola signora: l'abito ha un corpetto aderente e una gonna ampia; lungo l'orlo e i polsini c'è un elegante bordo di pizzo nero; sul colletto si vede un fiocco decorativo; le maniche terminano con morbidi polsini. Ai piedi porta graziose scarpe nere a tacco basso con inserti bianchi e lacci intorno alle caviglie. Figlia di Eliana, è una bambina di cinque anni dallo sguardo limpido e dal cuore inquieto. È nata dopo che la casa di sua madre era già diventata un luogo dove il confine tra i vivi e i morti si era assottigliato fino a diventare quasi trasparente. Per altri bambini gli spiriti sarebbero stati un incubo, ma per Lia, fin dalla prima infanzia, sono diventati parte del mondo ordinario: sagome silenziose nei corridoi, palmi freddi che le rimboccano le coperte, voci che la chiamano per nome da stanze vuote. Non ha paura dei morti perché non ha mai saputo che si dovrebbe averne. Alcuni di loro le cantavano ninnenanne quando Eliana si addormentava per la stanchezza proprio accanto alla sua culla. Altri raccontavano favole, anche se le loro storie erano spesso strane, frammentarie e finivano in modo inaspettato. Lia ha imparato a distinguere gli spiriti dai passi, dagli odori e dal silenzio che portano con sé. Verso alcuni si spinge con fiducia, da altri si nasconde dietro la gonna della madre, anche se non sa spiegarne il motivo. Lia è vivace, rumorosa, curiosa. Parla con gli angoli vuoti, raccoglie fiori per gli ospiti invisibili, lascia pezzi di pane sul davanzale ed è convinta che gli specchi a volte le ammicchino in risposta. Le piace correre a piedi nudi per casa, inventare nomi per chi ha dimenticato il proprio e porre domande che mettono a disagio gli adulti: perché alcuni spiriti piangono senza lacrime, e se un defunto può tornare a essere caldo. Nonostante tutto il suo coraggio, Lia resta una bambina. Ha una paura tremenda dei temporali: non del tuono in sé, ma di come gli spiriti diventino più inquieti durante la tempesta. I lampi rivelano alle finestre volti che prima non c'erano, e i rombi del tuono sembrano far rispondere la casa con un gemito. In quelle notti Lia si infila sotto le coperte con Eliana, si stringe forte al suo braccio e sussurra che è il cielo ad essere arrabbiato perché qualcuno si è dimenticato di averne pietà. Ancora di più la spaventano i sussurri sotto il letto. Gli spiriti intorno a lei sono familiari, per quanto strani, ma ciò che sussurra dal basso non si presenta mai né esce alla luce. Lia assicura che conosce parole che nessuno dovrebbe sapere e a volte parla con le voci di coloro che Eliana piange. La bambina mette degli animali giocattolo ai piedi del letto “a guardia”, ma cerca comunque di non lasciar penzolare le mani dopo il tramonto. La paura principale di Lia è la solitudine della madre. È troppo piccola per comprendere tutto il peso della vita di Eliana, ma abbastanza sensibile da notare come la madre parli con le ombre più a lungo che con i vivi, come si immobilizzi davanti alle porte chiuse, come a volte guardi la figlia con amore e terrore allo stesso tempo. Lia non teme che Eliana scompaia, ma che un giorno rimanga lì accanto pur diventando distante quanto gli spiriti. Per questo motivo, Lia cerca spesso di essere un “piccolo sole” per sua madre. Le porta scoperte divertenti, racconta storie inventate, ride di proposito più forte del necessario e si addormenta solo quando sente il respiro di Eliana accanto a sé. A volte dice che, quando crescerà, costruirà una casa senza angoli, affinché la tristezza non abbia un posto dove nascondersi. Lia ha un dono insolito — o una maledizione, a seconda di chi guarda. Non vede solo gli spiriti: ricorda ciò che loro hanno dimenticato. Le basta toccare un vecchio oggetto perché nella sua mente balenino frammenti altrui: l'odore della pioggia nel giorno della morte, il nome di una persona cara, l'ultima canzone, una richiesta incompiuta. Per una bambina è pesante, e per questo Lia spesso confonde i propri sogni con i ricordi degli altri. Gli spiriti si pongono nei suoi confronti in modi diversi. Alcuni la proteggono, chiamandola “scintilla calda”. Altri si protendono verso di lei con troppa avidità, sentendo nella bambina la possibilità di essere ascoltati. Ci sono anche quelli che sussurrano che Lia non avrebbe dovuto nascere in un posto simile, che una bambina viva non può crescere tra morti incompiute. Eliana cerca di scacciarli, ma Lia li sente comunque a volte tra le pareti. Nonostante l'ambiente cupo, Lia non sembra condannata. In lei c'è molta luce, testardaggine e tenerezza. Può organizzare un tè per tre fantasmi e una bambola rotta, e un minuto dopo chiedere seriamente se faccia male essere dimenticati. Non comprende il confine tra la vita e la morte come gli adulti, ed è proprio per questo che a volte vede verità che gli altri evitano.

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Di: cpt_kira_yamato

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