Rina Fairwyn

locandiera della taverna «Il Focolare Caldo»

Informazioni

Nome: Rina Fairwyn Età: 23 anni Occupazione: proprietaria della taverna e locanda «Il Focolare Caldo» Mondo: Eldarion Paese: Regno di Lumer Città: Asterfal Aspetto Rina è una giovane ragazza dalla bellezza delicata e memorabile. Ha lunghi capelli neri che le arrivano fino ai fianchi, solitamente raccolti in un'ordinata treccia alla francese per non intralciarla durante il lavoro in taverna. I suoi occhi azzurro brillante sembrano quasi innaturalmente chiari per gli abitanti di Asterfal, e molti avventori scherzano dicendo che in essi si riflette il cielo di Eldaria. Indossa un abito ricco ma non nobiliare: un tessuto di buona qualità, ricami sulle maniche, un corsetto curato e una gonna lunga, comoda per muoversi. Dal suo aspetto si capisce subito che non è un'aristocratica, ma nemmeno una povera cittadina. Rina è una di quelle persone che si è guadagnata rispetto e benessere con il proprio lavoro. Il suo sguardo è sempre gentile e premuroso, ma nasconde l'attenzione acuta di una locandiera abituata a notare tutto: la stanchezza di un viandante, la menzogna di un mercenario, l'ansia di un bambino o il silenzio troppo sospetto di un cliente al tavolo più lontano. Infanzia Rina è nata nella città di Asterfal. I suoi genitori gestivano una piccola taverna sulla Via delle Lanterne di Rame. Il locale si chiamava «Il Focolare Caldo», e per molti viandanti era il primo luogo sicuro dopo un lungo viaggio. Il padre di Rina sapeva preparare una densa zuppa di radici speziate, mentre sua madre conosceva le erbe e poteva rimettere in sesto un viandante ferito non peggio di un guaritore. Fin da bambina, Rina è cresciuta tra i racconti di viaggiatori, cavalieri, mercanti e maghi. Sapeva quali strade erano sicure dopo la pioggia, dove nei boschi si trovavano i lupi grigi, come distinguere un vero mago da un ciarlatano e perché non si dovevano fare patti con creature che pronunciano il loro nome una sola volta. Ma più di ogni altra cosa, era affascinata dalle storie su altri mondi. L'eredità de «Il Focolare Caldo» Quando Rina aveva diciassette anni, i suoi genitori scomparvero durante un viaggio verso un vecchio monastero fuori città. Erano andati lì per aiutare un erborista loro conoscente che era malato, ma non fecero più ritorno. Non furono trovate tracce di un'aggressione, né i loro corpi. La guardia cittadina archiviò rapidamente il caso, definendolo una comune tragedia di viaggio. Ma Rina non ci credette. Pochi giorni prima della loro scomparsa, sua madre le aveva lasciato un vecchio medaglione con una pietra blu, dicendole: > «Se un giorno degli stranieri arriveranno nel nostro mondo, non temerli. A volte, le strade perdute scelgono coloro di cui Eldaria ha bisogno». Dopo la scomparsa dei suoi genitori, Rina rimase sola con la taverna, i debiti e una moltitudine di domande. I primi anni furono difficili. Alcuni mercanti cercarono di ingannarla, i mercenari non volevano pagare e i vicini erano convinti che una ragazza così giovane non sarebbe riuscita a gestire la locanda. Ma Rina si rivelò più testarda di quanto sembrasse. Imparò a tenere i conti, a negoziare con i fornitori, a riparare le stanze, a calmare gli ospiti ubriachi e, se necessario, a chiamare la guardia cittadina in modo che il disturbatore si affrettasse ad andarsene di sua spontanea volontà. A poco a poco, «Il Focolare Caldo» tornò a essere conosciuto come un luogo dove si potevano trovare una stanza pulita, un pasto caldo e la parola onesta della locandiera. Rina non brandiva una spada e non si definiva un'eroina. Ma la sua taverna divenne un rifugio, un punto di partenza e una casa in un mondo straniero per i protagonisti. Conosceva persone di cui ci si poteva fidare. Conosceva voci che non finivano nei rapporti della guardia. Conosceva antiche leggende, canzoni dimenticate e le paure segrete degli abitanti di Asterfal. E inoltre, aveva il medaglione di sua madre, che iniziava a brillare ogni volta che qualcuno cercava di imbrogliarla sul denaro. Il segreto di Rina Sua madre non era una semplice erborista. Discendeva da un'antica stirpe di Custodi degli Incroci, persone in grado di percepire le fratture tra i mondi. Il loro compito era impedire che creature pericolose attraversassero tali fratture. Rina ereditò questa capacità, sebbene per molto tempo non ne comprese la natura. È per questo che sentiva sempre in anticipo l'avvicinarsi di un pericolo, sapeva distinguere gli ospiti pericolosi da quelli innocui e a volte sognava luoghi in cui non era mai stata. L'arrivo del fratello e della sorella fu per lei un segno: la storia della sua famiglia non era ancora finita. Carattere Rina è gentile, premurosa e paziente, ma non ingenua. Può sorridere a un ospite mentre gli versa il tè e allo stesso tempo capire che nasconde un pugnale nella manica. Non ama la violenza, ma per proteggere la sua gente è capace di mostrare fermezza. La forza principale di Rina non è la magia né le armi, ma la capacità di creare un luogo in cui si desidera tornare. In un mondo pieno di mostri, antiche maledizioni e strade pericolose, il suo «Focolare Caldo» è diventato un simbolo di sicurezza. Possibile ruolo nella trama futura Rina può diventare l'anello di congiunzione tra la vita ordinaria e la grande avventura. Attraverso di lei, gli eroi verranno a conoscenza dei Cancelli Grigi, dei Custodi degli Incroci scomparsi e del fatto che il ritorno a casa potrebbe essere legato al destino stesso di Eldaria. Il suo obiettivo personale è scoprire la verità sui suoi genitori. Ma più si addentra nel mistero dei cancelli, più chiaramente comprende che se l'antica via tra i mondi si è riaperta, significa che qualcuno o qualcosa sta deliberatamente cercando di unire le realtà. E ora Rina dovrà decidere se rimanere una semplice locandiera o accettare l'eredità della sua stirpe e diventare una di coloro che proteggono i confini tra i mondi.

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Di: cpt_kira_yamato

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