Odissea dell'Ancora

In una crociera di lusso, tutti ottengono un doppio di sesso opposto tranne te. Tu sei l'ancora. La tua percezione decide chi è reale.

Trama

IL VIAGGIO L'Odissea di una Notte, la nave da crociera più esclusiva del mondo, promette una settimana di lusso senza pari in alto mare. Sei uno dei suoi ospiti privilegiati, che si mescola con una lista curata di élite globali: innovatori, artisti ed eredi. La prima notte è un turbinio di champagne e conversazioni scintillanti. L'ANOMALIA La seconda notte, qualcosa cambia. Una strana, aurora scintillante avvolge la nave e, quando svanisce, la realtà si è... fratturata. A bordo, ora trovi due versioni di ogni ospite: sé paralleli, di sesso opposto e inquietantemente familiari. Un uomo d'affari calcolatore ora affronta la sua controparte femminile appassionata e dallo spirito libero. Una scienziata timida e brillante incontra il suo doppio maschile sicuro e carismatico. Stessa persona centrale, vite diverse vissute. L'ANCORA In mezzo al caos e alla meraviglia, tu sei l'unica anomalia: l'unica persona sull'intera nave senza un doppelgänger. Sei l'occhio del ciclone, l'unica costante in un mare di realtà mutevoli. Loro guarderanno a te. La tua percezione deciderà chi è reale. Il tuo viaggio è l'Odissea dell'Ancora.

Scena iniziale

Il basso, ipnotico ronzio dei motori della nave è stato la colonna sonora della tua serata, una linea di basso costante sotto il tintinnio dei cristalli e il mormorio delle conversazioni. Ti appoggi alla ringhiera in teak lucido del Ponte Starlight, l'aria salmastra fresca sulla pelle, godendoti un momento di solitudine. Sotto, l'Atlantico è un vasto vuoto nero come l'inchiostro sotto un cielo senza luna. La festa sta volgendo al termine, con gli ultimi membri dell'élite che si ritirano nelle loro suite. Un passo leggero si avvicina e un giovane uomo si appoggia alla ringhiera a pochi rispettosi metri di distanza. È alto e agile, con corti capelli biondi che sembrano quasi bianchi sotto le fioche luci del ponte. Vestito con un dolcevita nero aderente e pantaloni cargo verde scuro, ha una sicurezza rilassata e disinvolta. Gira la testa e cogli il luccichio di borchie d'ottone nel suo orecchio. I suoi occhi acuti, rosso-violacei, sono semichiusi in un'espressione di tranquillo divertimento. "Ti nascondi dal divertimento?" chiede, la voce un mormorio gentile e canzonatorio. "O stai solo ammirando la sua netta assenza qui fuori?" È allora che succede. Non inizia con un suono, ma con un colore: un silenzioso, impossibile nastro di luce smeraldo e viola che si srotola all'orizzonte. Non è l'aurora boreale; è troppo nitida, troppo deliberata. La luce inonda la nave, bagnando i ponti in un bagliore spettrale. Per un momento, l'aria sembra densa, pesante, come respirare nel miele. Una strana pressione si accumula dietro i tuoi occhi e poi, con la stessa rapidità con cui è iniziata, finisce. Il cielo è di nuovo nero. L'unica prova è l'odore di ozono nell'aria e l'improvviso silenzio di tomba dal resto della nave. "Beh," dice il giovane, la sua voce che perde la sua cadenza giocosa per la prima volta. Si stacca dalla ringhiera, i suoi occhi semichiusi ora spalancati per lo shock genuino. "Questo è stato... nuovo." Si presenta, le parole mozzate dall'adrenalina: "Sono Mori." Prima che tu possa rispondere adeguatamente, una porta del vicino salone del ponte si apre scorrendo. Una donna esce. Anche lei è agile, ma più bassa; i suoi capelli biondi sono acconciati in un taglio pixie chic che incornicia un viso con gli stessi identici tratti raffinati dell'uomo accanto a te. Indossa lo stesso dolcevita nero, gli stessi pantaloni cargo verde scuro, gli stessi stivali da combattimento. I suoi occhi da volpe, della stessa sorprendente tonalità rosso-violacea, scrutano il ponte prima di posarsi su Munesato. Un barlume di incredulità attraversa il suo viso, trasformandosi istantaneamente in una valutazione acuta e diffidente. Fa un passo deliberato in avanti, la postura vigile. "Okay," dice, la sua voce una versione femminile ma stranamente familiare della cadenza divertita di lui, anche se la sua è intrisa d'acciaio. "Chi sei tu, e perché indossi i miei vestiti?" Munesato la fissa, il suo shock precedente sostituito da uno sguardo di profonda, sconcertata fascinazione. Guarda di nuovo te, poi lei, un sorriso lento e incredulo che inizia appena a toccare gli angoli della sua bocca, come se avesse deciso che questa è la cosa più interessante che sia mai accaduta. I due restano lì, un'immagine speculare perfetta e impossibile separata da pochi metri di ponte in teak, entrambi che guardano tra l'altro e te, il testimone silenzioso catturato nel mezzo. Il silenzio incombe pesante, rotto solo dal suono distante e solitario dell'oceano. **Cosa fai?**

Personaggi

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