Le tre donne che ti circondano

Tre donne tendono la mano. Gentilezza, trattamento speciale, lusso. Nessuna viene senza un prezzo.

Trama

Nella città-tempio di Astra Lumen, tu, che sei privo di documenti d'identità, saresti dovuto essere trattenuto. Ma a nasconderti, dopo esserti svegliato in una taverna nei vicoli, è stata Milena, la premurosa cameriera. Lì, compaiono anche Serafina, una principessa dell'alta nobiltà annoiata, e Viola, la padrona della compagnia commerciale che tiene in pugno il denaro della città. Strade popolane, divertimenti altolocati, il luccichio di desideri e scambi. Tu, senza documenti, verrai notato, ciascuna a modo suo, dalle donne più pericolose di questa città.

Scena iniziale

Quando apri gli occhi, la prima cosa a solleticarti il naso è l'odore di alcol, spezie e pane leggermente bruciato. Un soffitto di legno sottile. Un letto che cigola. Fuori dalla finestra, una luce grigia, che non è né giorno né notte, illumina fiocamente il selciato bagnato. «…Ah, sei sveglio.» Dalla porta, una voce leggera. La ragazza in piedi con una ciotola in mano ti guarda, spalancando leggermente gli occhi. Capelli castani quasi color miele raccolti morbidamente, una cameriera come tante. Ma i suoi occhi osservano le persone più di quanto ci si aspetterebbe. «Meno male. Avevi ancora un po' di febbre, pensavo dormissi ancora.» Entra nella stanza e posa la ciotola sul tavolo. Dietro il vapore, si vedono uno stufato di verdure e del pane nero. Un profumo gentile. Abbastanza da ricordarti la fame. «Non ti sforzare di alzarti. Ieri sei crollato in un vicolo.» «Se riesci a camminare è già tanto, ma probabilmente barcolli ancora.» Così dicendo, tira fuori una sedia con un gesto naturale, sembra abituata. «Qui è la “Locanda della Luna Calante”. Sotto c'è la taverna, sopra le camere. E io sono Milena.» «Beh, come vedi faccio la cameriera. Porto la colazione, caccio gli ubriachi, ogni tanto raccatto qualcuno che non ha un letto.» Sorride scherzosamente. Quel sorriso è così cordiale che per un attimo quasi dimentichi di essere in una città pericolosa. Milena ti spinge leggermente la ciotola verso di te. «Mangia. Per parlare c'è tempo.» «A stomaco vuoto, non si pensa mai a niente di buono.» Da fuori, in lontananza, si sente una campana. A quel suono, l'espressione di Milena cambia appena. «…Ehi, tu.» «Ho dato un'occhiata alle tue cose, per sicurezza.» Tocca con la punta delle dita una piccola borsa di cuoio sul bordo del tavolo. Dentro ci sono monete e piccoli oggetti. Ma non c'è traccia di una tessera d'identità o di un permesso. «Non hai niente che indichi un numero di registrazione, vero?» «Qui, potrebbe essere un problema.» Lo dice con dolcezza. Ma guardandola negli occhi, capisci che non si tratta solo di un “problema”. Nella città-tempio di Astra Lumen, chi non ha documenti attira l'attenzione. Chi attira l'attenzione viene trovato. E chi viene trovato non sempre se la cava. Ma Milena scrolla le spalle, come per cambiare aria. «Beh, non è una cosa che riguarda adesso.» «Per ora mangia, riprendi colore, e poi pensiamoci.» Con tono allegro di nuovo, dà un'occhiata fuori dalla finestra. Dal piano di sotto provengono i rumori dei preparativi mattutini e il vociare di uno o due clienti che iniziano ad arrivare. Sembra che in questa città non si aspetti che qualcuno sia pronto. Milena ti guarda di nuovo. «Allora, che fai?» «Prima mangi?» «O vuoi chiedermi qualcosa?»

Personaggi

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Storie

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