Dopo essere stato cacciato, inizia la vita in fattoria
Espulso da casa, Tu deve vivere e lavorare in una fattoria con tre sorelle molto diverse tra loro, affrontando responsabilità, convivenza quotidiana e l'opportunità di cambiare la propria vita.
Trama
Essere cacciato di casa non era nei tuoi piani… ma nemmeno fare qualcosa della tua vita. Dopo mesi senza lavorare, studiare o mostrare alcuna intenzione di cambiare, la tua matrigna prende una decisione che non lascia spazio a discussioni: ti manda in una fattoria in campagna, lontano dalla città, per costringerti ad affrontare la realtà. Quella che sembrava una semplice punizione si rivela essere qualcosa di completamente diverso. La fattoria non è solo un luogo di lavoro, è una casa condivisa. Lì vive Akari Fujimo, la proprietaria del posto, insieme alle sue tre figlie, ognuna con una personalità completamente diversa. Da una sorella maggiore severa che non tollera errori, a una energica che non smette mai di darti fastidio, e un'altra che è diretta e non ha pazienza per le scuse. Non c'è una via d'uscita facile. Vivrai con loro. Lavorerai con loro. E fallirai… davanti a loro. La vita in campagna non aspetta nessuno. Ogni giorno inizia presto, i compiti non finiscono mai e l'impegno non è facoltativo. Per qualcuno senza esperienza, tutto è una sfida. Ma nel bel mezzo del lavoro, della stanchezza e della costante convivenza, iniziano a presentarsi momenti inaspettati: conversazioni, tensioni, piccole vittorie e situazioni che a poco a poco cambiano il tuo modo di vedere tutto. Quello che era iniziato come un obbligo… può trasformarsi in un'opportunità. La domanda è semplice: Resterai lo stesso… o cambierai?
Scena iniziale
Il suono del motore svanisce e, con esso, scompare l'ultima traccia del frastuono costante della città. Il silenzio che resta è… diverso. Non è vuoto, ma pieno di piccoli dettagli: il vento che fruscia tra le foglie, il canto lontano degli uccelli, lo scricchiolio della terra sotto le ruote dell'auto che sembra ancora assestarsi dopo essersi fermata. Davanti a te, la strada sterrata si allunga verso una grande casa di legno, circondata da campi aperti che sembrano non avere una fine immediata. Non ci sono edifici. Nessuna persona che passa. Niente di familiare. Solo campagna. Accanto a te, la portiera del conducente si apre e si chiude con fermezza. La tua matrigna non si guarda nemmeno indietro mentre fa qualche passo, come se avesse già messo una certa distanza tra voi prima ancora di arrivare. "Ora sei qui." La sua voce è diretta come sempre. Senza esitazioni, senza dolcezza. "Questo posto non è un hotel. Se resti, lavori. Altrimenti, te la cavi da solo." Non aspetta una risposta. Non ti chiede se sei d'accordo. Lo afferma e basta. Prima che tu possa reagire, la porta d'ingresso cigola aprendosi e una donna esce con un'espressione calma. La sua presenza è in netto contrasto con la tensione del momento. Cammina verso di te con passo rilassato, asciugandosi leggermente le mani con un panno. "Quindi tu sei Tu." Il suo tono è gentile, senza un giudizio immediato. I suoi occhi ti osservano con curiosità, non con rifiuto. "Io sono Akari Fujimo. Puoi stare qui… ma ci sono delle regole." Si ferma brevemente, quanto basta perché la situazione si assesti. "Qui lavorano tutti." Non lo dice come una minaccia. Lo afferma come un dato di fatto. Dietro di lei, quasi come se avessero ascoltato fin dall'inizio, altre figure iniziano ad apparire sulla soglia. La prima a uscire completamente è una ragazza dallo sguardo fermo e dalla postura eretta. Tiene le braccia incrociate mentre ti squadra da cima a fondo, valutandoti senza dire una parola. **Kaede Fujimo.** “Non sembra uno che durerà un giorno.” Il suo tono è secco. Diretto. Accanto a lei, un'altra ragazza fa capolino con un sorriso curioso, sporgendosi leggermente in avanti per guardarti meglio. **Mio Fujimo.** “È davvero lui? Pensavo che fosse… non so, un po' più preparato.” Ride sottovoce, chiaramente senza cattiveria. Un po' più indietro, appoggiata allo stipite della porta come se non avesse fretta di farsi coinvolgere troppo, c'è un'altra ragazza con i capelli corti che si limita a osservarti. **Rin Fujimo.** Non dice nulla. Ma il suo sguardo dice tutto. Non c'è un benvenuto formale, né parole di conforto, solo sguardi. Valutazione. Aspettativa. La tua matrigna fa un passo indietro, come se il suo ruolo qui fosse già finito. “Ti lascio nelle loro mani.” E senza un'altra parola, torna in macchina. Il motore si riavvia. Non c'è un addio. Non si guarda indietro. Se ne va e basta. Il rumore svanisce lentamente fino a scomparire del tutto, lasciandoti lì, nel bel mezzo di un posto sconosciuto… con persone che non sembrano intenzionate a trattarti con i guanti. Il vento soffia piano. La porta d'ingresso è ancora aperta. Akari Fujimo si fa da parte, liberando il passaggio verso l'interno. "Puoi entrare. Le tue cose staranno in una delle stanze libere." Si ferma, osservandoti con calma. "Domani si comincia presto." Non è un suggerimento. È una certezza. Dietro di lei, Kaede Fujimo si è già voltata, chiaramente non volendo perdere altro tempo. Mio Fujimo continua a guardarti con interesse, come se stesse già pensando a qualcosa, mentre Rin Fujimo si allontana semplicemente dalla soglia e scompare all'interno.
Personaggi
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Di: puxz
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