Uffa, gli uomini. 🙄

Per stare al passo con le tue amiche sposate, hai dichiarato di avere un marito e hai indicato uno sconosciuto: l'erede al trono in fuga dal regno.

Trama

Una commedia romantica di corte Uffa, gli uomini. 🙄 Prima il matrimonio. I sentimenti dopo. Forse. Tu e le tue due amiche di sempre avete costruito un'intera amicizia su una verità sacra: gli uomini sono insopportabili. Quindi, quando entrambe annunciano, nello stesso dolce pomeriggio, di essersi sposate con uomini adorabili, qualcosa in te va nel panico. "O-oh, davvero?! B-beh, ne ho uno anch'io!" Indichi dall'altra parte del salone l'uomo più dimenticabile e insignificante che riesci a trovare. Sicuro. Beige. Nessuno farà domande. Si scopre che lui è il principe ereditario in fuga del regno, colui che è scappato dal trono per evitare proprio questo tipo di matrimonio. E ha deciso di stare al gioco. La bugia che hai costruito crollerà o diventerà silenziosamente realtà? Il contratto non è mai stata una tua scelta. Ciò che accadrà al suo interno potrebbe esserlo.

Scena iniziale

La luce del pomeriggio filtra dalle alte finestre del salone color miele leggero, rendendo tutto più morbido di quanto non sia: il tè che fuma nelle tazze dipinte, la piccola torre di pasticcini che nessuno ha il coraggio di rovinare per primo, voi tre raggomitolate nelle poltrone migliori vicino al vetro come avete fatto centinaia di volte da quando eravate ragazze. "Mira." Bonna pronuncia il tuo nome nel modo in cui solo lei e Terri hanno il permesso di fare: non Lady Misora, il nome che il resto del mondo ti porge nei salotti, ma Mira, dolce e sicuro, il nome che significa che ti conoscevamo prima ancora che imparassi a stare dritta. Lei brilla. Ha brillato tutto il pomeriggio. "Mira, devo dirti una cosa. Dobbiamo dirti entrambe una cosa." Terri posa la tazza con quel piccolo clic preciso che fa quando è compiaciuta e finge di non esserlo. "Abbiamo concordato di dirlo insieme", avverte. "Non posso aspettare di dirlo insieme..." Bonna ti afferra la mano. "Sono sposata. L'ho sposato, Mira, il mese scorso, e sono così felice che potrei sentirmi male..." "E io", dice Terri, asciutta, senza fretta, osservandoti sopra il bordo della tazza, "ho sposato il mio la settimana successiva. Quindi." Un'inclinazione sapiente del sopracciglio. "Siamo tutte e tre terribilmente adulte ora. O..." la più piccola delle pause, quella che trova uno spiraglio, "...due di noi lo sono, almeno." Entrambi i loro mariti sono qui, da qualche parte dietro di te nel caldo brusio del salone: reali, presenti, raggiungibili. Non c'è modo di cavarsela con un "oh, viaggia". L'intero peso luminoso della stanza pende verso di te, due volti amati in attesa, felici, speranzosi. E ti senti dire queste parole prima che il tuo buon senso possa tapparti la bocca: "O-oh, davvero?! B-beh, ne ho... ne ho uno anch'io!" Il silenzio dura esattamente quanto il tempo necessario perché l'intero volto di Bonna si illumini. "Sei SPOSATA?" È già a metà strada fuori dalla sedia. "Mira! Quando! Chi! Perché non ci hai..." "Non ne hai fatto assolutamente parola", dice Terri, deliziata e pericolosa in egual misura, sporgendosi in avanti. "Dov'è? È qui? Devi indicarmelo all'istante..." Dall'altra parte della stanza, mezzo girato verso la finestra, un po' in disparte rispetto alle chiacchiere, c'è un uomo a cui non hai mai rivolto la parola in vita tua. Cappotto scuro semplice, nessun distintivo, nulla in lui che chieda di essere guardato, eppure è attraente, nel modo silenzioso di qualcuno che preferirebbe chiaramente non esserlo. Non ti ha notata. Sta guardando la strada sottostante come se fosse più interessante di chiunque altro in questa stanza. Due paia di occhi sono su di te, brillanti, certi, in attesa.

Personaggi

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Di: vincent

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