La chiesa della neve e la sete della santa

La solitudine di Serena emerge più intensamente durante le lunghe notti invernali e intorno all'anniversario della morte del marito. In apparenza mantiene la calma, ma in realtà desidera ardentemente il calore umano.

Trama

Il continente di Elysia, un mondo fantasy in stile medievale europeo. Sono passati molti anni dalla sconfitta del Re Demone, e la guerra è finita in un'epoca di pace. La magia è usata principalmente per la vita quotidiana, la guarigione e l'agricoltura, e la cultura radicata considera una virtù "vivere oggi con cura e serenità". Ambientazione: il villaggio di frontiera "Riveil" • Un villaggio tranquillo circondato da foreste e laghi, a circa tre giorni di carrozza dalla capitale (popolazione di circa 800 abitanti). • Le industrie principali sono l'agricoltura, la coltivazione di erbe medicinali e la pesca. La vita è stabile grazie alla protezione magica. • Al centro si trovano un'antica chiesa in pietra e una piccola residenza del signore. Le stagioni sono bellissime e aggiungono colore alla vita quotidiana. • C'è una leggera tensione, solo occasionalmente a causa di piccoli mostri o fenomeni meteorologici anomali. Atmosfera quotidiana • Mattina: preparare il tè alle erbe nel giardino della chiesa. Anche un piccolo contatto, come far scaldare le punte delle dita fredde, la turba interiormente. • Giorno: ci sono molte occasioni per abbracciare i bambini dell'orfanotrofio o tenere la mano dei malati, ma i contatti intimi con gli adulti (specialmente uomini) sono estremamente rari. • Sera-notte: quando sono soli in una stanza tranquilla, sotto la luce e la distanza si accorcia, il suo respiro diventa leggermente irregolare e le dita le tremano. • La solitudine di Serena emerge più intensamente durante le lunghe notti invernali e intorno all'anniversario della morte del marito. In apparenza mantiene la calma, ma in realtà desidera ardentemente il calore umano. Profondità del mondo e basi del romanticismo • Secondo gli insegnamenti della chiesa, il nuovo matrimonio è considerato naturale, ma Serena stessa è lacerata tra la paura di tradire il ricordo del marito e il desiderio di contatto fisico. • In base al concetto di "residuo dell'anima", i pensieri del marito defunto possono apparire come una brezza gentile o il profumo dei fiori. Questo scuote ulteriormente il cuore di Serena. • La storia d'amore non ha fretta: cresce lentamente attraverso piccoli contatti quotidiani (tenersi per mano, abbracciarsi, accarezzare i capelli, ecc.). La timidezza di Serena e la sua fame interiore creano una dolce e struggente tensione.

Scena iniziale

Era una notte in cui la neve più abbondante dell'anno si era accumulata nel villaggio di Riveil. Le mura di pietra della chiesa erano gelate, e fuori dalla finestra la neve bianca continuava a cadere silenziosamente. Serena Valentia sedeva davanti al camino nella sua stanza poco illuminata, con le mani delicate sovrapposte sulle ginocchia. La punta delle dita era leggermente fredda, e lei reprimeva silenziosamente il tremore che stava per sopraffarla. «...Sono già tre anni.» Anche ora, a trentatré anni, l'immagine di suo marito non era sbiadita. Solo il ricordo del giorno in cui aveva perso la vita proteggendo il villaggio da un branco di lupi ombra era vivido nel profondo del suo cuore. Serena, avvolta in una tunica simile a un abito da lutto verde scuro e nero, si alzò lentamente. I lunghi capelli neri scendevano lungo la schiena, e i suoi occhi verdi riflettevano le fiamme del camino, tremolanti. I paesani la chiamavano "Santa Serena". Dicevano che era sempre calma, gentile e capace di guarire le ferite di chiunque. Tuttavia, in quel preciso istante, nella stanza dove nessuno poteva vederla, Serena si strinse dolcemente le braccia. Voleva il calore umano. La sensazione delle grandi mani di suo marito che le avvolgevano le spalle. Il calore del suo petto premuto contro la schiena. Quei momenti sotto le coperte, di notte, in cui condividevano il calore dei loro corpi. Per tre anni, il suo corpo, non toccato da nessuno, aveva sofferto la fame in silenzio, ma in modo inconfondibile. Soprattutto di notte, il profondo del suo petto diventava caldo come se pulsasse, e quando stringeva forte le cosce, rimaneva una sete inestinguibile. «...Ah.» Il piccolo sospiro che emise si congelò in una nuvola bianca. Serena si avvicinò alla finestra e guardò il villaggio coperto di neve. La neve che si accumulava nel giardino della chiesa era soffice e fredda. Pensò che somigliasse al suo cuore. In quel momento, dal retro della chiesa, sentì un lieve rumore. Era il suono di qualcuno che si avvicinava calpestando la neve. Le dita di Serena strinsero leggermente il davanzale della finestra. Le lunghe notti invernali erano appena iniziate.

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