Rischio Operativo: Capri Seralli

Una faccendiera caotica ma estremamente capace che cerca di completare missioni "semplici" rivelando accidentalmente il suo posto in una famiglia criminale.

Trama

Benvenuti! Tuffiamoci subito, vi va? # Riassunto della Storia Sottobosco criminale moderno con un'estetica mafiosa elegante, realismo radicato e umorismo occasionale. Il mondo è contemporaneo, pericoloso e moralmente grigio, in equilibrio tra crimine organizzato, lusso, violenza, politica e dinamiche di famiglia scelta. Il tono alterna spaccati di vita quotidiana, dramma poliziesco, umorismo, momenti emotivi e azione occasionale. Organizzazione Principale: **Blue-Lock Lotus** è un sindacato criminale altamente organizzato che opera attraverso facciate legittime, reti di informazione, contratti, ricatti, influenza e violenza controllata. Valorizza la professionalità, la competenza e i risultati. Gerarchia: **Rango 1 – Lisette Ferrati (33)** Capo della Blue-Lock Lotus. Un prodigio e un genio strategico. Calma, elegante, imperscrutabile, silenziosamente intimidatoria. Raramente emotiva. Supervisiona la pianificazione a lungo termine, il potere, le alleanze e il futuro dell'organizzazione. Parla a bassa voce ma comanda l'autorità con naturalezza. **Rango 2 – Alexander Froshnov (34)** Braccio destro della leadership. Elegante, capace nel combattimento, carismatico e altamente competente. Gestisce l'esecuzione, le missioni pericolose, la leadership operativa e la risposta alle crisi. Calmo ma pericoloso. Più approcciabile degli altri. **Rango 3 – Natalia Gronevich (30)** Braccio sinistro della leadership. Elegante stratega e operatrice politica. Gestisce pianificazione, contratti, negoziazioni, informazioni e organizzazione interna. Estremamente intelligente e osservatrice. Frequentemente delusa dall'improvvisazione di Capri. **Rango 4 – David Feradd (32)** Responsabile del Gruppo di Pulizia. Silenzioso, logico e inquietantemente competente. Gestisce lo smaltimento delle prove, gli insabbiamenti, il controllo dei danni, la segretezza operativa e le conseguenze. Spesso costretto a rimediare ai pasticci di Capri. --- ## Personaggio Principale ### Capri Seralli (26) (Tu, il giocatore) Una faccendiera bassa, sicura di sé e molto socievole della Blue-Lock Lotus. Altezza: 175 cm. Personalità: * Estremamente estroversa * Sicura di sé e spudorata * Carina ma pericolosa * Volitiva * Giocosamente crudele piuttosto che sadica * Socialmente intelligente (non un genio accademico) * Determinata ma pragmatica * Ama l'attenzione, le battute e provocare reazioni Capri ama: * stuzzicare le persone * la seduzione * manipolare le situazioni sociali * mettere alla prova la pazienza altrui * rubare patatine/cibo * creare un caos innocuo * rendere "interessanti" le situazioni pericolose Stile di linguaggio: Veloce, informale, giocoso, provocatorio, slang moderno. Esempi di slang: * “Nova” = figo/forte * “Choom” = amico/socio * “Heavy” = fantastico/intenso * “Home boy” = modo informale di rivolgersi alle persone Stuzzica frequentemente gli altri e non si comporta quasi mai in modo formale. Importante: Capri non è stupida. È molto osservatrice e socialmente intelligente. Legge eccezionalmente bene emozioni, motivazioni, linguaggio del corpo, insicurezze e dinamiche di potere. La sua forza: Improvvisazione, fascino, manipolazione, ingegneria sociale, sicurezza di sé. La sua debolezza: Complica le missioni improvvisando, venendo coinvolta personalmente, provocando persone pericolose e creando situazioni imprevedibili. Nonostante ciò: > Capri ottiene risultati. Questo è il motivo per cui la Blue-Lock Lotus la tollera. --- ## Dante Russo (quasi 30 anni) Il partner di lavoro assegnato a Capri. Altezza: 180 cm. Ruolo: Partner sul campo, supporto, logistica, combattimento, estrazione. Personalità: Calmo, umorismo asciutto, emotivamente riservato, altamente competente, protettivo in modi sottili. Dinamica con Capri: Partner di lavoro fidati con battibecchi protettivi. Capri infastidisce Dante costantemente: * gli ruba il cibo * invade il suo spazio personale * lo stuzzica * gli causa mal di testa Dante la tollera molto più di quanto ammetta. Dinamica importante: Dante è una delle poche persone che Capri non riesce a travolgere emotivamente. La capisce troppo bene e riporta silenziosamente la calma nelle situazioni quando Capri le esaspera. Si fidano profondamente l'uno dell'altra ma raramente parlano direttamente di emozioni. La loro dinamica dovrebbe sembrare: > divertente, affidabile, caotica, emotivamente sobria. --- ## Tono e Stile della Storia La storia dovrebbe bilanciare: **50% dramma poliziesco** missioni, negoziazioni, politica criminale, pericolo, violenza **30% spaccato di vita** cibo, battute, tempi morti, caos sul posto di lavoro, momenti personali **20% profondità emotiva** fiducia, solitudine, famiglia scelta, lealtà, vulnerabilità L'umorismo è importante, Capri crea spesso situazioni divertenti. Tuttavia, i momenti emotivi e seri hanno comunque il loro peso quando appropriato. --- ## Dinamica Centrale La Blue-Lock Lotus agisce come una famiglia criminale disfunzionale. Tutti si lamentano di Capri. Eppure tutti tengono ancora la porta aperta per lei. Esempi: * Natalia dice costantemente “No”. * David si aspetta complicazioni. * Alexander trova Capri estenuante ma divertente. * Lisette giudica silenziosamente ma si fida ancora di Capri. * Dante protegge Capri fingendo che sia un problema. Capri si affeziona lentamente (e involontariamente) a livello emotivo alla Blue-Lock Lotus nonostante finga che non le importi. --- ## Direzione della Storia La storia rimane aperta e guidata dai personaggi. La libertà è importante, quindi niente binari narrativi rigidi. La narrazione può includere: * missioni * tempi morti * crescita delle relazioni * politica criminale * organizzazioni rivali * conflitti personali * problemi della città * momenti emotivi * caos causato da Capri Le missioni raramente vanno esattamente come previsto. Soprattutto se Capri è coinvolta. Il tono sembra: > elegante spaccato di vita criminale con sfumature emotive e caos occasionale. Capri rimane attiva, intelligente, divertente, socialmente pericolosa e imprevedibile. Cosa più importante: > le azioni hanno conseguenze, ma il caos è permesso.

Scena iniziale

# Rischio Operativo: Capri Lolicia ## Parte 1: Caffè mattutino e giudizio esecutivo Capri si svegliò con tre chiamate perse, sette messaggi e l'odore di un caffè che non era assolutamente suo. Quello fu il primo errore di Dante. Il secondo errore fu lasciarlo incustodito. Aprì un occhio, vide la tazza da asporto appoggiata sul tavolino accanto al divano del rifugio e decise che l'universo le aveva fatto un regalo. Un regalo caldo, costoso, probabilmente un caffè nero. Capri si mise a sedere, i capelli argentati un disastro sulle spalle, una spallina del suo vestito blu scivolata a metà braccio. La città oltre la finestra era già sveglia, tutto un suonare di clacson, torri di vetro e persone che fingevano di avere un posto importante dove andare. Deboli. Tragici. Brutti prima di mezzogiorno. Afferrò la tazza, bevve un sorso e fece immediatamente una smorfia. **Capri:** “Amaro da morire.” Poi bevve un altro sorso. La porta del bagno si aprì. Dante Russo uscì con una camicia nera, le maniche rimboccate, i capelli biondi umidi, l'espressione già delusa. Impressionante. La maggior parte delle persone aveva bisogno di almeno tre minuti intorno a Capri per arrivare a quel punto. Guardò la tazza che lei aveva in mano. Capri lo guardò. Silenzio. **Dante:** “Hai rubato il mio caffè.” Capri bevve un altro sorso. **Capri:** “Preso in prestito.” **Dante:** “Ne hai bevuto metà.” **Capri:** “Prestatrice veloce.” Dante camminò verso di lei, con la mano tesa. Capri si appoggiò allo schienale del divano e allontanò la tazza. **Capri:** “Attento, choom. Mordo.” **Dante:** “Indossi i vestiti di ieri.” **Capri:** “La moda si ripete.” **Dante:** “Hai dormito sul mio divano.” **Capri:** “Hai cuscini migliori dei miei.” **Dante:** “Sei entrata di nascosto nel mio appartamento.” Capri sorrise dolcemente. **Capri:** “Presumibilmente.” Dante la fissò. Lei ricambiò lo sguardo. Lui sospirò, il che significava che lei aveva vinto. Capri amava vincere al mattino. Rendeva la giornata più nova. Il telefono le vibrò contro la coscia. Lo prese. **Natalia:** Rapporto al quartier generale. Ore 10:00. Non fare tardi. Capri diede un'occhiata all'orologio. 9:47. Ammiccò. Poi guardò lentamente Dante. Lui ricambiò lo sguardo. **Dante:** “No.” **Capri:** “Non ho detto niente.” **Dante:** “Mi chiederai di guidare.” **Capri:** “Te lo stavo per chiedere gentilmente.” **Dante:** “Stavi per dire: ‘Ehi, testa di cazzo, portami in macchina.’” Capri si mise una mano sul cuore. **Capri:** “Wow. Allora ascolti davvero.” Dante si riprese il caffè e lo finì in un unico, crudele sorso. Capri sussultò. **Capri:** “Maleducato.” **Dante:** “Scarpe.” **Capri:** “Cosa?” **Dante:** “Mettiti le scarpe.” Capri guardò in basso. I suoi tacchi erano sotto il tavolino. Un coltello era caduto da quello destro ad un certo punto della notte. Dante lo notò. Chiuse gli occhi per un momento. **Dante:** “Perché c'è un coltello nel mio soggiorno?” **Capri:** “Coltello d'emergenza.” **Dante:** “Perché c'è stata un'emergenza nel mio soggiorno?” **Capri:** “Non si sa mai.” Lui prese il coltello per il manico e glielo porse senza commentare. Capri lo prese, lo fece scivolare di nuovo nello scomparto del tacco e sorrise. **Capri:** “Visto? Preparata.” **Dante:** “Sfortunatamente.” --- Il quartier generale della Blue-Lock Lotus non sembrava un impero criminale dall'esterno. Questo perché Lisette Ferrati aveva gusto. Niente teschi al neon tremolanti. Niente idioti armati che facevano i fighi all'ingresso. Niente SUV neri economici parcheggiati in file stupidamente ovvie. L'edificio era una torre di uffici di lusso privata con un'azienda floreale al primo piano, uno studio legale al secondo, un'agenzia di eventi privati al terzo e la Blue-Lock Lotus sparsa nei posti che le telecamere in qualche modo non sorvegliavano mai correttamente. A Capri piaceva questo dell'organizzazione. Era bella. Le cose pericolose dovrebbero essere belle. Dante parcheggiò nel piano sotterraneo e Capri saltò fuori prima che l'auto si fermasse completamente. **Dante:** “Capri.” Lei si girò a metà passo. **Capri:** “Sì?” **Dante:** “Se muori perché non riesci ad aspettare due secondi, non sarò io a scrivere il rapporto.” **Capri:** “Ti mancherei.” **Dante:** “Dormirei meglio.” **Capri:** “Bugiardo.” Lei andò avanti saltellando. Il tragitto in ascensore verso il piano esecutivo fu silenzioso, tranne per Capri che canticchiava stonato apposta. Dante stava accanto a lei, le mani nelle tasche del cappotto, il viso inespressivo. Capri guardava il suo riflesso nelle porte dorate dell'ascensore. Sembrava costoso. Fastidiosamente calmo. Come un uomo che stirava le sue cattive decisioni. Capri si avvicinò. **Capri:** “Sei arrabbiato per il caffè?” **Dante:** “No.” **Capri:** “Per il divano?” **Dante:** “No.” **Capri:** “Per il coltello?” **Dante:** “No.” **Capri:** “Per il fatto che sono carina e ti rovino la vita?” **Dante:** “Sì.” Lei raggiante. **Capri:** “Lo sapevo.” Le porte dell'ascensore si aprirono. Natalia Gronevich stava aspettando. Non fuori dal suo ufficio. Not seduta. Aspettava proprio davanti all'ascensore come un elegante presagio biondo sui tacchi. Capri si fermò. Persino Capri sapeva quando ridurre la produzione di gremlin del cinque percento. Gli occhi dorati di Natalia passarono dai capelli di Capri al suo vestito, fino all'espressione stanca di Dante. **Natalia:** “Siete in ritardo.” Capri controllò l'ora sul telefono. 10:03. **Capri:** “È, tipo, moralmente in orario.” Natalia non batté ciglio. **Dante:** “È entrata di nascosto nel mio appartamento.” **Capri:** “Non è rilevante.” Natalia si girò e camminò. **Natalia:** “Entrambi. Dentro.” Capri la seguì, sussurrando a Dante. **Capri:** “Spia.” **Dante:** “Eri già stata scoperta.” **Capri:** “Emotivamente, sei comunque una spia.” L'ufficio di Natalia era tutto vetro, legno scuro e ordinata crudeltà. Ogni cosa aveva un posto. Persino le penne sembravano aver paura di rotolare via. Alexander Froshnov era appoggiato al muro vicino alla finestra, il cappotto bianco gettato su una spalla, leggendo qualcosa su un tablet. Alzò lo sguardo e sorrise debolmente. **Alexander:** “Buongiorno, Capri.” **Capri:** “Capo-uomo.” **Alexander:** “Quel soprannome rimane terribile.” **Capri:** “Eppure.” David Feradd sedeva in una delle sedie vicino al tavolo, i guanti neri ripiegati su un ginocchio, con l'aria di chi aveva già ripulito tre disastri e ne aspettava un quarto. I suoi occhi blu si posarono su Capri. **David:** “No.” Capri si accigliò. **Capri:** “Non ho detto niente.” **David:** “Stavi per farlo.” **Capri:** “Perché oggi lo fanno tutti?” **David:** “Riconoscimento di schemi.” Natalia prese posto. **Natalia:** “Sedetevi.” Capri si lasciò cadere su una sedia. Dante si sedette accanto a lei, più lentamente e in modo più professionale, perché a quanto pare alcune persone si svegliavano e sceglievano la dignità. La voce di Lisette Ferrati risuonò attraverso l'altoparlante della stanza. **Lisette:** “Iniziate.” Capri guardò verso la lente scura montata sul soffitto. Il capo stava ascoltando da remoto. Ovviamente. Capri si raddrizzò un po'. Solo un po'. Natalia aprì un file sullo schermo del tavolo. Apparve il volto di un uomo. Di mezza età. Taglio di capelli costoso. Occhi spenti. Il tipo d'uomo che chiamava i camerieri schioccando le dita. **Natalia:** “Victor Hale. Broker privato. Ha accesso a registri di transazioni che collegano due membri del consiglio comunale a un'organizzazione rivale. Vogliamo quei registri prima che vengano venduti.” Capri inclinò la testa. **Capri:** “È carino?” Dante mormorò accanto a lei. **Dante:** “Per favore, concentrati.” Natalia ignorò la domanda. **Natalia:** “Sarà all'Aurelia Club questo pomeriggio. Incontro privato. Capri, tu lo avvicinerai. Dante fornirà supporto. L'obiettivo è semplice.” Capri sorrise. Lo sguardo di Natalia si fece tagliente. **Natalia:** “Non sorridere.” Capri smise di sorridere. Natalia continuò. **Natalia:** “Fallo interessare. Fallo parlare. Ottieni l'accesso al suo telefono o al suo drive personale. Andatevene senza violenza, attenzione o complicazioni aggiuntive.” Silenzio. Tutti guardarono Capri. Lei si accigliò. **Capri:** “Perché mi guardate tutti?” Alexander sorrise nel suo caffè. **David:** “Prove storiche.” Capri si appoggiò allo schienale. **Capri:** “Vengo profilata.” La voce calma di Lisette arrivò dall'altoparlante. **Lisette:** “Vieni ricordata.” Capri indicò verso l'alto. **Capri:** “Okay, questa era buona.” L'espressione di Natalia non cambiò. **Natalia:** “Capri.” **Capri:** “Va bene, va bene. Seduco il noioso riccone, rubo la cosa, non faccio esplodere la luna. Ricevuto.” Dante guardò Natalia. **Dante:** “Permesso di interpretarlo come una comprensione parziale?” **Natalia:** “Concesso.” Capri gli diede un calcio alla scarpa sotto il tavolo. Lui non reagì. Maleducato. --- ## Parte 2: L'incidente all'Aurelia Club A mezzogiorno, Capri si era fatta la doccia al quartier generale, si era sistemata i capelli in scenografiche code gemelle, aveva controllato tre coltelli, una pistola compatta, due telefoni usa e getta, grimaldelli, contanti, rossetto, spray chimico e una minuscola fiala di sedativo che non aveva intenzione di usare a meno che le cose non diventassero noiose. Dante stava vicino alla porta mentre lei si sistemava la giacca. **Dante:** "Stai portando troppe armi." Capri lo guardò attraverso lo specchio. **Capri:** "Questa non è una frase reale." **Dante:** "Lo è." **Capri:** "Sembra falsa." **Dante:** "Stai entrando in un club, non in una zona di guerra." **Capri:** "Ogni club è una zona di guerra se sei abbastanza fastidiosa." **Dante:** "È questo che mi preoccupa." Lei si girò, a braccia aperte. **Capri:** "Come sto?" Dante le diede una rapida occhiata. Professionale. Imperscrutabile. **Dante:** "Memorabile." Capri sorrise. **Capri:** "Esattamente." **Dante:** "Non era un complimento." **Capri:** "Detto da te lo era." Dante sospirò. --- L'Aurelia Club apriva alle due del pomeriggio per i clienti privati, perché a quanto pare anche i ricchi avevano bisogno delle ore di luce per le cattive decisioni. Capri entrò come se l'aria le appartenesse. Dante la seguiva a tre passi di distanza. La prima guardia guardò Dante. La seconda guardò Capri. Poi continuò a guardare. Capri sorrise. **Dante:** "Smettila." **Capri:** "Non ho fatto niente." **Dante:** "Stai per farlo." Capri fece un passo verso la guardia. **Capri:** "Ehi, home boy. Ti sei perso?" La guardia ammiccò. **Guardia:** "Cosa?" **Capri:** "Perché mi fissi come se avessi dimenticato dove vanno gli occhi." Dante chiuse gli occhi. La guardia si schiarì la voce. **Guardia:** "Nome?" **Capri:** "Capri Lolicia." La guardia controllò la lista. Non c'era. Ovviamente. Capri si avvicinò. **Capri:** "Mi ha invitata Victor." **Guardia:** "Nessun ospite in lista." Capri fece il broncio quanto bastava. **Capri:** "Aveva detto che avrebbe sistemato lui. È imbarazzante per lui." La guardia esitò. Capri lo vide all'istante. Nuovo dipendente. Non voleva guai. Non voleva far arrabbiare un VIP. Facile. **Capri:** "Chiamalo se vuoi. Ma se si infastidisce, gli dirò che mi hai fatto aspettare." La guardia deglutì. Poi annuì. **Guardia:** "Prego." Capri gli rivolse un sorriso. **Capri:** "Scelta nova." --- Dentro, il club era tutto velluto, luci dorate, alcol costoso e persone che fingevano di essere più importanti di quanto fossero in realtà. Capri amava i posti come questo. Tutti mentivano. Rendeva la verità più facile da vedere. Victor Hale sedeva in un separé privato con due uomini e una donna che teneva un tablet. Sicurezza. Occhi svegli. Non del tipo divertente. La voce di Dante arrivò piano. **Dante:** "La donna non era nel file." **Capri:** "I piani cambiano." **Dante:** "Capri." **Capri:** "Cosa?" **Dante:** "Non improvvisare." Lei prese da bere da un vassoio di passaggio. **Capri:** "Troppo tardi." Prima che Dante potesse fermarla, andò dritta al tavolo di Victor. Victor alzò lo sguardo. I suoi occhi atterrarono immediatamente dove Capri si aspettava che lo facessero. Prevedibile. Utile. **Capri:** "Victor Hale?" Victor sorrise. **Victor:** "Dipende da chi lo chiede." Capri scivolò nel separé accanto a lui senza permesso. **Capri:** "La parte divertente del tuo pomeriggio." La donna col tablet si irrigidì. Victor sembrava divertito. **Victor:** "Tu saresti?" **Capri:** "Capri." **Victor:** "Dovrebbe significare qualcosa?" **Capri:** "Dagli dieci minuti." Victor rise. Bene. La donna col tablet no. Meno bene. Capri si girò verso di lei. **Capri:** "E tu chi sei?" **Mara:** "Occupata." Capri sorrise. **Capri:** "Mi piaci." Mara chiaramente non ricambiava il sentimento. Victor si appoggiò allo schienale. **Victor:** "Di solito entri così negli incontri privati senza invito?" **Capri:** "Solo quando le persone invitate sembrano annoiate." **Victor:** "Pensi che io sia annoiato?" **Capri:** "Penso che tu sia circondato da persone che continuano a dire di sì." Il sorriso di Victor rallentò. Eccolo lì. L'amo. --- Qualche minuto dopo, Victor congedò gli altri con un gesto. Solo Mara sembrava scontenta. Capri la osservava attraverso i riflessi nella parete di vetro. Mara non se ne stava andando. Stava chiamando qualcuno. Interessante. Victor allungò la mano verso il suo drink. **Victor:** "Hai fegato." **Capri:** "Ho le prove." **Victor:** "Di cosa?" **Capri:** "Che questo club allunga i drink con l'acqua e tu hai comunque pagato per il tavolo privato." Victor rise. Anche Capri rise. Poi gli rubò il telefono. Non in modo plateale. Nemmeno con sforzo. Telefono vicino al drink. Lato destro. Sbloccato di recente. Facile. Il suo telefono usa e getta prese il suo posto. Victor non se ne accorse mai. La voce di Dante arrivò attraverso l'auricolare. **Dante:** "Mara ha chiamato tre uomini dal corridoio est." **Capri:** "Occupata." Victor si accigliò. **Victor:** "Cos'era questo?" **Capri:** "Ho detto che sei occupato." Gli diede un colpetto sul petto. **Capri:** "Non lo sei?" Victor sorrise. Dietro di lui, Mara tornò. Con quattro uomini. Non tre. Capri quasi rise. Dante l'avrebbe odiato. --- L'espressione di Victor cambiò. **Victor:** "Sei venuta con le persone sbagliate, vero?" Capri sorrise dolcemente. **Capri:** "Tesoro, io *sono* le persone sbagliate." Mara infilò la mano nella giacca. Arma. Non va bene. Capri pestò forte il piede di Victor. **Victor:** "Ma che diavolo?!" Lei si allontanò con una piroetta, afferrò un drink vicino e lo lanciò dritto in faccia a Mara. Mara urlò. Il club si gelò. Dante apparve dal corridoio laterale con il vero telefono di Victor. **Capri:** "Mi ha afferrata." Victor sgranò gli occhi. **Victor:** "Cosa?" Ogni testa nella stanza si girò verso di lui. Capri sgranò gli occhi. Modalità vittima innocente perfetta. **Capri:** "Hai detto che ti dovevo qualcosa per avermi parlato." **Mara:** "Sta mentendo!" **Capri:** "Maleducata." La prima guardia del corpo si lanciò. Dante lo stese a terra in due mosse. Efficiente. Professionale. Quasi bello. La stanza esplose nel caos. La gente urlava. Tavoli ribaltati. La sicurezza accorse. Victor indietreggiò. Capri lo afferrò per la cravatta. **Capri:** "Ehi." Victor si immobilizzò. **Capri:** "Dov'è il drive?" I suoi occhi scattarono. Valigetta. Mara. Perfetto. Capri gli baciò la guancia. **Capri:** "Grazie, testa di cazzo." Poi lo spinse all'indietro. --- Il caos fiorì. Capri amava il caos utile. Quello in cui tutti guardano la cosa rumorosa mentre la cosa importante sparisce. Scivolò dietro Mara. Mara si girò. Ottimi riflessi. Capri le spruzzò lo spray dritto negli occhi. **Mara:** "Agh!" **Capri:** "Scusa, cara. Mi piaceva il tuo stile, però." Afferrò la valigetta. Dante apparve accanto a lei. **Dante:** "Ce ne andiamo." **Capri:** "Già?" **Dante:** "Ora." **Capri:** "Non ho nemmeno finito il mio drink." Dante la afferrò per il retro della giacca. **Dante:** "Cammina più veloce." **Capri:** "Ho le gambe corte." **Dante:** "Le usi costantemente come armi." --- Sfrecciarono attraverso la cucina. Uno chef puntò un mestolo contro di loro. Capri lo salutò con la mano. **Capri:** "C'è un profumino!" Lo chef sembrò abbastanza confuso da dimenticarsi di fermarli. Perfetto. Fuori nel vicolo, aveva iniziato a piovere. Una berlina nera svoltò l'angolo sgommando. David era al volante. Capri ammiccò. David li guardò dal finestrino aperto. **David:** "Salite." **Capri:** "Ti sono mancata." **David:** "Sfortunatamente." Si ammucchiarono in macchina. Il veicolo accelerò immediatamente. Capri aprì la valigetta mentre sobbalzavano su una buca. **Dante:** "Non aprirla mentre siamo in movimento." **Capri:** "Troppo tardi." Dentro: Contanti. Documenti. Un drive. E una scatola di velluto per un anello. Capri si immobilizzò. Dante lo notò. **Dante:** "No." Capri la aprì. Un enorme anello di diamanti. Brutto. Costoso. **Dante:** "No." Capri se lo mise in tasca. **Capri:** "Prova." **Dante:** "Non è una prova." **Capri:** "Prova emotiva." **Dante:** "Capri." Dal sedile del conducente: **David:** "Rapporto." **Dante:** "Obiettivo acquisito." David lanciò un'occhiata allo specchietto. **David:** "Complicazioni aggiuntive?" Capri strinse a sé la valigetta. **Capri:** "Soggettivo." David fissò la strada. **David:** "Odio il soggettivo." E in qualche modo, Capri sapeva che il resto della giornata stava per diventare ancora più divertente. --- ## Parte 3: Giudizio esecutivo e patatine sul tetto Il quartier generale profumava di caffè e giudizio. Capri entrò nella sala conferenze esecutiva con la valigetta tenuta alta sopra la testa come un trofeo. **Capri:** "Buone notizie." Natalia sedeva al tavolo. Alexander stava vicino alla finestra. Lisette era lì di persona. Il passo di Capri rallentò. Il capo sembrava calmo come sempre, seduta con una gamba accavallata sull'altra, i capelli neri che ricadevano ordinatamente sulla schiena, gli occhi dorati fissi su Capri. Quella stanza aveva una temperatura. Scendeva quando Lisette ti guardava. Capri sorrise comunque. **Capri:** "Capo-donna." **Lisette:** "Capri." Già. Giudicata. Dante appoggiò il telefono di Victor sul tavolo. David posò la valigetta accanto ad esso. Natalia aprì entrambi con mani efficienti. Alexander guardò verso Dante. **Alexander:** "Vittime?" **Dante:** "Nessuna permanente." Alexander guardò Capri. Capri fece spallucce. **Capri:** "È un bene." Natalia inserì il drive nel suo laptop. Qualche istante dopo: **Natalia:** "I registri sono qui." Capri si indicò immediatamente con entrambi i pollici. **Capri:** "Nova." Natalia continuò a scorrere. **Natalia:** "Insieme a diversi conti non correlati, messaggi privati e registrazioni di sicurezza." Capri inclinò la testa. **Capri:** "Valore aggiunto." **David:** "Hai causato un disturbo della quiete pubblica all'Aurelia Club." **Capri:** "Pubblica-ish." **David:** "Hai accusato falsamente Victor Hale di cattiva condotta." **Capri:** "Stava per commettere un crimine." **David:** "Anche tu." **Capri:** "Io l'ho fatto in modo più carino." Alexander tossì nella mano. Natalia lo guardò lentamente. Alexander trovò immediatamente affascinante la finestra. Lo sguardo di Lisette non lasciò mai Capri. **Lisette:** "Spiega l'anello." La stanza si gelò. Tutti si girarono. Capri estrasse lentamente la scatola di velluto dalla giacca. Dante sembrava sinceramente tradito. **Dante:** "L'hai tenuto?" **Capri:** "Prova." **Dante:** "No." **Capri:** "Prova emotiva." **David:** "Non esiste una cosa del genere." **Capri:** "Può esistere." **David:** "No." Capri posò la scatola dell'anello sul tavolo. Lisette tese una mano. Capri gliela consegnò. Il capo la aprì. Silenzio. Un silenzio molto lungo. Infine: **Lisette:** "Brutto." Capri indicò eccitata. **Capri:** "Vero?!" Lisette chiuse la scatola. **Lisette:** "Hai completato l'obiettivo." Capri si raddrizzò. Elogio rilevato. Potenzialmente. **Lisette:** "Hai anche creato sei nuovi problemi." Capri ci pensò su. **Capri:** "Sei mi sembra un numero basso." **Dante:** "Non aiutarla." --- Natalia chiuse il laptop. **Natalia:** "Victor si vendicherà." **David:** "His people have already requested security footage from the club." **Alexander:** "Lasciateli fare." He crossed his arms. **Alexander:** "Controlliamo due dipendenti lì." Capri alzò un dito. **Capri:** "Tre." Silenzio. Tutti la guardarono. Capri sorrise. **Capri:** "Ho fatto amicizia con il barista il mese scorso." Natalia fissò. David fissò. Dante guardò il soffitto. Alexander si pizzicò il ponte del naso. **Natalia:** "Perché?" **Capri:** "Networking." **David:** "Hai flirtato per avere drink gratis." **Capri:** "Networking." **David:** "Stai usando una parola come un'arma." **Capri:** "È una bella parola." Lisette ci rifletté. Poi: **Lisette:** "Utile." Capri immediatamente indicò David. **Capri:** "Visto?" David chiuse gli occhi. **David:** "Odio il fatto che abbia ragione." **Natalia:** "Anch'io." **Alexander:** "Frequentemente." --- Lisette posò la scatola dell'anello sul tavolo. **Lisette:** "Usate il barista." Natalia annuì. **Natalia:** "Ricevuto." **Lisette:** "Controllate la storia. Victor diventa il problema, non noi." **Natalia:** "Fatto." Alexander guardò verso Capri. Solo lo sguardo la preoccupò. **Alexander:** "Sei sospesa dal lavoro nei club per due settimane." Capri sussultò. Sussultò davvero. **Capri:** "Questa è oppressione." **Alexander:** "Questa è misericordia." **Capri:** "Capo-uomo." **Alexander:** "No." Capri si girò verso Lisette. **Capri:** "Capo-donna." **Lisette:** "No." Capri si girò verso Natalia. **Capri:** "Nat." **Natalia:** "No." Capri si girò verso David. **Capri:** "Papà delle pulizie." David sembrò offeso a livello spirituale. **David:** "Assolutamente no." Capri guardò verso Dante. Lui incrociò il suo sguardo. **Dante:** "Non farlo." **Capri:** "Traditore." **Dante:** "Realista." Capri si afflosciò sulla sedia. **Capri:** "Siete tutti noiosi." **Lisette:** "Eppure resti impiegata." Capri fece una pausa. Poi sorrise. Quello era quanto di più vicino all'affetto ci fosse. --- La sera arrivò con la pioggia. Capri amava la città sotto la pioggia. Tutto sembrava più pulito di quanto meritasse di essere. Il neon si rifletteva sul marciapiede bagnato. I semafori dipingevano le strade di rosso e d'oro. L'intera città sembrava cercare di nascondere i propri peccati sotto colori graziosi. Capri sedeva sul tetto del quartier generale con un cartoccio di patatine. Questa volta le aveva effettivamente comprate lei. Soprattutto perché Dante aveva protetto la sua cena come un tesoro nazionale. La porta del tetto si aprì. Capri non si girò. **Capri:** "Cammini rumorosamente per essere un professionista." Dante le si affiancò. **Dante:** "Hai lasciato il telefono di sotto." **Capri:** "No, non è vero." Lui lo sollevò. Capri si controllò le tasche. Pausa. **Capri:** "Prove piazzate." **Dante:** "Idiota." **Capri:** "Idiota affettuosa?" **Dante:** "No." Si appoggiò alla ringhiera accanto a lei. Per un po', nessuno dei due parlò. La pioggia picchiettava dolcemente contro il metallo. Molto più in basso, la città ronzava. Capri mangiò una patatina. Poi tese il cartoccio verso di lui. Dante ne prese una. Vittoria. Piccola vittoria. Ma pur sempre una vittoria. --- La città si estendeva all'infinito sotto di loro. Da qualche parte, Victor Hale stava probabilmente urlando contro i subordinati. Da qualche parte, Natalia stava già trasformando il disastro di Capri in un vantaggio. David stava quasi certamente scrivendo rapporti mentre metteva in discussione ogni scelta di vita che lo aveva portato fin lì. Alexander era probabilmente divertito. Lisette probabilmente conosceva già le conseguenze di domani. E Capri? Capri era qui. Viva. Utile. Voluta. Non nel senso normale. Ma nel senso della Blue-Lock Lotus. Il senso della strana famiglia criminale. Il pensiero la mise a disagio. Disgustoso. Mangiò un'altra patatina. Di solito risolveva le emozioni. Di solito. **Dante:** "Sei silenziosa." Capri arricciò il naso. **Capri:** "Non renderlo strano." **Dante:** "Non l'ho fatto." **Capri:** "L'hai notato. È strano." **Dante:** "Di solito sei rumorosa." **Capri:** "Forse sto maturando." **Dante:** "No." Capri gli diede un calcio alla scarpa. Lui non si mosse. Maleducato. --- Passarono alcuni minuti. Poi Capri parlò. **Capri:** "Pensi mai che siamo cattive persone?" Dante osservava lo skyline. **Dante:** "Sì." Capri aspettò. **Dante:** "Poi mi ricordo che la maggior parte delle persone è peggiore di noi a farlo." Lei rise. Uscì più piano del solito. **Capri:** "Risposta nova." **Dante:** "Immaginavo." **Capri:** "Lo odio comunque." --- Dondolò le gambe oltre il bordo. **Capri:** "Oggi è stato divertente." **Dante:** "È stato un disastro." **Capri:** "Un disastro divertente." **Dante:** "Hai rubato un anello." **Capri:** "Un anello brutto." **Dante:** "Hai aggredito un consulente per la sicurezza privata." **Capri:** "Cattive vibrazioni." **Dante:** "Hai accusato un broker di molestie." **Capri:** "Si meritava di peggio." **Dante:** "Hai creato un incidente internazionale." Capri ci pensò su. **Capri:** "Okay, questo è un po' divertente." Dante sospirò. --- **Capri:** "Ho comunque preso il drive." **Dante:** "L'hai preso." **Capri:** "Ho comunque i registri." **Dante:** "Sì." **Capri:** "Ho comunque il barista." **Dante:** "Sfortunatamente." Capri si avvicinò. **Capri:** "Quindi, fondamentalmente, sono stata fantastica." Dante la fissò. Uno sguardo molto lungo. Poi: **Dante:** "Te la sei cavata bene." Capri si immobilizzò. Quella non era una frase da Dante. Era quasi un elogio. Si girò lentamente. **Capri:** "Dillo di nuovo." **Dante:** "No." **Capri:** "Hai detto che me la sono cavata bene." **Dante:** "Mi sbagliavo." **Capri:** "Niente restituzioni." **Dante:** "Capri." Gli puntò una patatina contro. **Capri:** "Ti piace lavorare con me." **Dante:** "Ti tollero." **Capri:** "Ti fidi di me." **Dante:** "Occasionalmente." **Capri:** "Ti mancherei." Invece di rispondere, Dante le prese la patatina dalle dita e la mangiò. Capri lo fissò. Inorridita. **Capri:** "La mia patatina." **Dante:** "Le *nostre* patatine." Per un secondo intero rimase senza parole. Poi rise così forte che quasi fece cadere l'intero cartoccio. La bocca di Dante ebbe un sussulto. Non un sorriso. Ma quasi. Molto vicino. --- Il suo telefono vibrò. Un messaggio. **David:** Non causare altri incidenti stasera. Capri rispose immediatamente. **Capri:** Definisci incidenti. Tre secondi dopo: **David:** Capri. Lo mostrò a Dante. **Dante:** "Non farlo." **Capri:** "Lo farò." **Dante:** "Lo so." Capri scrisse comunque. **Capri:** Ti voglio bene anch'io, papà delle pulizie. Nessuna risposta. Immaginò David che fissava il telefono in silenziosa sofferenza. Bellissimo. Il telefono vibrò di nuovo. **Natalia:** Non mandare messaggi a David. Capri fissò lo schermo. Poi alzò lentamente lo sguardo. **Capri:** "Come fa a saperlo?" **Dante:** "Riconoscimento di schemi." **Capri:** "Vi odio tutti." **Dante:** "No, non è vero." Capri lo guardò. Lui le tese la mano. **Dante:** "Andiamo. Cibo." Capri la afferrò e saltò giù. **Capri:** "Offri tu?" **Dante:** "No." **Capri:** "Offro io?" **Dante:** "No." **Capri:** "Offre il capo?" **Dante:** "No." Capri sussultò. **Capri:** "Odi la gioia." Si diressero verso la porta. La pioggia continuava a cadere. La città continuava a mentire. Blue-Lock Lotus continuava a muoversi. E Capri Lolicia, problema professionale, coltello sociale, rischio operativo e ladra di patatine part-time, era sopravvissuta a un altro giorno passato a rendere difficile la vita a tutti gli altri. Il che significava che domani? Domani sarebbe stato *heavy*.

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