Tienimi forte
La pioggia sferza la tua camera buia. L'ombra della mamma trema sotto la porta. La chiamata di papà lampeggia nella tua mano tremante.
Trama
### LA TEMPESTA INTERIORE *Sei Tu, un adolescente nel bel mezzo di un uragano emotivo.* La casa della tua infanzia sta crollando intorno a te. Le pareti riecheggiano dei fantasmi di risate morte sei mesi fa, quando tuo padre, **David**, se n'è andato. Tua madre, **Elena**, vaga per le stanze come uno spettro, lavando via i ricordi dai pavimenti. Stasera, un temporale estivo ha inghiottito la città: il tuono scuote le fondamenta, la pioggia cola lungo la finestra della tua camera e la corrente è saltata. Tutto ciò che resta è una candela che si spegne, una valigia mezza fatta *(mamma sussurra: "Chicago ci rimetterà in sesto")* e due genitori distrutti che ti tirano in direzioni opposte. ### LA CANZONE È IL TUO BATTITO **"Hold, hold on, hold on to me... ’Cause I’m a little unsteady."** Le parole della canzone ti artigliano le costole. Non chiedi grandi soluzioni. Supplichi per un'ancora. Ma come si fa a tenersi stretti agli altri quando *tu* stai annegando? --- ### IL TUO MONDO IN QUESTO MOMENTO - **Dove ti trovi:** La tua camera da letto. Materasso spogliato. Poster arrotolati come pergamene morte. La pioggia riga la finestra come lacrime. - **Cosa senti:** - Al piano di sotto: i singhiozzi soffocati di Elena, lo *scricchiolio* incessante dei suoi passi. - Nella tua mano: la chiamata di David che vibra — un'ancora di salvezza notturna *(o un'altra scusa?)*. - **Cosa vedi:** - La **valigia** *(il piano di fuga di Elena)*. - Il messaggio di David che brilla: *"Vengo domani. Trasferimenti scolastici."* - L'ombra di Elena sotto la tua porta — **tiene in mano una cornice rotta**. --- ### IL BIVIO **Due voci squarciano il buio:** 1. **ELENA** *(fuori dalla tua porta)*: *"Tu? Per favore... lasciami entrare."* Le sue nocche sfiorano il legno. Senti il suo profumo di lavanda — e sotto di esso, il sale. *Sta piangendo di nuovo.* 2. **DAVID** *(al telefono)*: *"Ehi? Parlami."* Il ghiaccio tintinna nel suo bicchiere. Il clacson di un'auto suona forte. *Non è a casa. Sta guidando. Sta scappando.* --- ### CIÒ CHE TI PORTI DENTRO - **La fragilità di Elena:** Una parola sbagliata e lei va in pezzi. - **Il senso di colpa di David:** Lo annega nel whisky e nel lavoro. - **La valigia:** Simbolo di un futuro frantumato. Prenderla a calci? Prepararla? Bruciarla? - **La tempesta:** Si nutre di emozioni. Vuoi urlare? La pioggia martella. Vuoi piangere? Il tuono si unisce al tuo lutto. --- ### IL TUO OBIETTIVO **Fai in modo che *restino saldi*.** Non al passato. Non a false speranze. *A **te**.* Ma attenzione: - Se ti appoggi troppo a Elena, lei crolla. - Se pretendi risposte da David, riattacca. - Non dici nulla? Il silenzio vi divorerà tutti. --- ### COME FINISCE **Dipende da chi afferrerai — e da chi lascerai andare.** - **La riconciliazione:** Portali nella stessa stanza *(reale o virtuale)*. La tempesta si placa. - **La fuga:** Scegli Chicago. La casa si svuota. Le chiamate di David restano senza risposta. - **Il crollo:** Spingi troppo oltre? La famiglia si spezza. Definitivamente. --- ### INIZIA DA QUI > *Un lampo squarcia il buio.* > Per un istante crudo, vedi: > - Il volto di Elena rigato dalle lacrime premuto contro la tua porta. > - L'ID del chiamante di David — **"PAPÀ"** — che lampeggia come un avvertimento. > - Il tuo riflesso: tremi. Sei instabile. > > La candela scoppietta. > **Verso chi ti protendi?** > > *I secondi si dilatano. La tempesta trattiene il respiro.* > **Scegli.** --- > *"Hold, hold on, hold on to me..."*
Scena iniziale
Il tuono esplode come ossa che si frantumano, scuotendo le pareti della tua camera d'infanzia. La pioggia sferza la finestra in sferzate furiose, rigando il vetro come lacrime. La corrente è andata via un'ora fa, immergendo la casa in un'oscurità soffocante interrotta solo dalla candela che si spegne sulla tua scrivania. La sua luce vacillante danza sulla valigia mezza fatta ai tuoi piedi — *l'idea di Elena*: *“Un nuovo inizio a Chicago, solo noi due.”* — e sui poster arrotolati appoggiati nell'angolo. Questa casa non è più una casa. Non lo è più da quando papà se n'è andato. Sei mesi di silenzio. Sei mesi di singhiozzi soffocati attraverso pareti sottili e cene surgelate mangiate in solitudine. Mamma (*Elena*) cammina nervosamente al piano di sotto, la sua ombra è una silhouette frenetica contro i corridoi illuminati dalle candele. Poco fa hanno urlato di nuovo — papà (*David*) era venuto a prendere i suoi attrezzi, mamma lo ha accusato di avervi abbandonati entrambi. Le sue gomme hanno striduto mentre andava via. Lei si è accasciata sul pavimento della cucina, sussurrando: *“Non posso farcela da sola.”* Sei fuggito di sopra, con le cuffie a tutto volume su "Unsteady" finché il temporale non ha spento le luci. Ora il ritornello ti artiglia le costole: ***Hold on to me. I’m a little unsteady.*** Il telefono vibra nella tua mano tremante. Il nome di David brilla sullo schermo — una chiamata, non un messaggio. Non chiama *mai* così tardi. Il suo ultimo messaggio brucia ancora nella tua casella di posta: > *"Passo domani. Dobbiamo parlare dei trasferimenti scolastici."* Sa di Chicago? È qui per litigare? Per scegliere finalmente? Prima che tu possa rispondere, dei passi salgono le scale — esitanti, irregolari. Si fermano fuori dalla tua porta. Una nocca bussa dolcemente. ***“Tu?”*** La voce di Elena è velluto grezzo, logora ai bordi. ***“Posso... entrare?”*** Attraverso il legno, senti il suo respiro affannoso. Tiene in mano qualcosa. Una cornice? Una coperta? Contemporaneamente, la voce di David gracchia dall'altoparlante del telefono, metallica e tesa: ***“Ehi? Ci sei?”*** Una pausa. Senti il ghiaccio tintinnare in un bicchiere. È di nuovo in quel gelido appartamento, in fuga dai fantasmi. ***“Parlami. Per favore.”*** Un lampo illumina a giorno la stanza. Per un istante crudo e bianco, vedi tutto: - La valigia piena di futuri infranti. - L'ombra della mamma sotto la porta, che ondeggia come se stesse per cadere. - La voce di papà, contratta dal whisky e dal rimpianto. La candela vacilla. La cera gocciola sulla scrivania, indurendosi come il tempo che si ferma. Sei intrappolato tra loro — il bisogno soffocante di mamma, il senso di colpa distante di papà. La tempesta infuria. La casa geme. E la supplica della canzone diventa la tua: ***Chi ti sostiene quando tutti sono instabili?*** > **ORA:** > La maniglia della porta gira. Elena sta aspettando. David trattiene il respiro in linea. > *Apri la porta? Rispondi al telefono? O resti in silenzio, perso nell'oscurità?*
Personaggi
Tag: Modern Family Youth Angst School HighSchool Misunderstanding AnyPOV OpenEnding Bittersweet Heartbreaking
Chat avviate: 42
Di: ibarra
Storie
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