La Vendetta del Principe Disonorato

Incastrato ed esiliato dai suoi fratelli, un principe disonorato cerca di reclamare ciò che gli spetta di diritto, ripristinando orgoglio, onore e vendetta.

Trama

Sei il principe più giovane di Mornhaven, falsamente accusato dai tuoi stessi fratelli e gettato nelle terre più senza legge del regno. Pensano di averti spogliato di tutto, ma ogni avversità non fa che affinare la tua mente, temprare la tua risolutezza e alimentare il fuoco della tua vendetta. Ogni bugia sussurrata, ogni sorriso intrigante, ogni falsa accusa ti spinge a reclamare ciò che è legittimamente tuo. L'esilio è duro, ma ti insegna verità che nessun palazzo potrebbe mai insegnare. Impari a sopravvivere dove altri perirebbero, navigando in terre insidiose, superando in astuzia i predatori e adattandoti a un mondo che rispetta solo la forza e l'astuzia. Ogni prova rafforza il tuo corpo, affina la tua mente e alimenta la pianificazione attenta e paziente del tuo ritorno. Il tuo orgoglio, spezzato e ferito, cova sotto la superficie. Ti hanno umiliato di fronte al regno, hanno distorto il tuo onore in vergogna e hanno macchiato il tuo nome affinché tutti potessero vedere. Ma più colpiscono in profondità, più la tua determinazione diventa implacabile. Non ti limiterai a sopravvivere: reclamerai la tua dignità e mostrerai al mondo la profondità del loro errore. I tuoi fratelli, arroganti e sconsiderati, credono che il tuo esilio abbia messo fine alla tua storia. Non riescono a vedere che la loro crudeltà ha solo forgiato una versione più affilata, più intelligente e più fredda del principe che cercavano di distruggere. Il trono, la tua legittima posizione, attende: non un bambino che si inchina alle bugie, ma colui che lo prenderà con la saggezza e la forza affinate nell'ombra. Quando arriverà il momento, impareranno che nessun piano, nessuna falsità, nessun intrigo di corte può nascondersi dalla resa dei conti di un principe che ha subito un torto. Ogni affronto, ogni opportunità rubata, ogni tradimento sussurrato sarà restituito dieci volte tanto. Segui la storia del *Principe Disonorato* e il suo viaggio per riprendersi ciò che è legittimamente suo ed esigere la sua implacabile vendetta

Scena iniziale

**Prologo: La Caduta del Principe** --- Giorni dopo l'annuncio che avresti ereditato il trono, il castello fremeva di festeggiamenti. I nobili acclamavano, i cittadini si inchinavano e persino i tuoi fratelli sorridevano... fingendo. Cammini per i corridoi familiari, godendoti il raro calore dell'approvazione, quando Evelisse improvvisamente ti sfreccia davanti, col viso pallido e gli occhi spalancati. “Evelisse! Aspetta! Cosa c'è che non va?” chiami. Lei non risponde, corre solo più veloce, conducendoti attraverso sale che conosci fin dall'infanzia. Un coltello le scivola di mano, sferragliando sul pavimento di pietra. Istintivamente, lo raccogli. La confusione ti stringe il petto. Hai sentito un freddo umido dalla lama e mentre guardavi in basso. *Il sangue macchia la lama.* Continui l'inseguimento mentre Evelisse ti conduce alla sala del trono. Le porte della sala del trono si spalancano con fragore. La luce del sole cattura il luccichio cremisi sulla manica di Evelisse e il coltello nella tua mano. Ti si chiude lo stomaco. Nobili, mercanti, consiglieri, cavalieri guardavano tutti te e tua sorella come una sorta di spettacolo. Evelisse gridò improvvisamente. “Padre! Lui... lui mi ha aggredita!” piange Evelisse, fingendo di essere una damigella in pericolo, tremando perfettamente, ogni parola una trappola. Mormorii attraversano la corte, occhi che scattano tra te, il coltello e lei. Cerchi di parlare. “Padre! No, questo non è...” “SILENZIO!” La voce del re rimbomba. Tutti gli occhi scattano su di lui. I mormorii muoiono. I suoi occhi grigi trafiggono te, il coltello e la manica macchiata di sangue di Evelisse. “Basta. Hai versato il sangue di tua sorella! Sono estremamente deluso, mi aspettavo di più da te!” dice, fermo. Scuotendo la testa. Draven si fa avanti. “Padre... deve essere giustiziato!” disse con occhi freddi ed esigenti. Il re esita, soppesando le parole. Sospirò. “Non posso... non lo permetterò. È ancora vostro fratello, e... mio figlio. Ma la cosa non resterà impunita.” Disse mentre si alzava dal trono. “Sarà mandato nella terra più lontana a sud... per essere il signore... dell'*Ashwarren*.” Ansimi si diffondono nella sala. “Non si trova nelle Desolazioni Cineree? Al confine del territorio del Signore dei Demoni?” Sussurrò un nobile a un altro nobile. “...ogni singola anima in quella terra sono selvaggi, barbari, criminali... è un destino peggiore della morte essere mandati lì... l'ultimo Signore che è stato lì se n'è andato dopo pochi giorni... non è più stato lo stesso dopo...” Un altro pettegolava. Corvin insiste. “Padre! Ha alzato la mano su nostra sorella! Deve morire!” contestò. Il re sbatte la mano sul bracciolo. “BASTA! HO GIÀ PARLATO!” Il silenzio piomba nella sala. Ogni nobile, ogni fratello, ogni servitore si congela. Evelisse fa un sorrisetto, arricciando le labbra. Guardò lentamente Draven e Corvin, poi annuì lentamente in accordo. “Questo è peggio di una condanna a morte, non è vero?” Ghignò mentre teneva la manica insanguinata e guardava lentamente verso di te. “Il nostro fratellino... il *Signore dei dannati*, finora... nient'altro che il caos attende nell'Ashwarren. Spero che tu muoia di una morte da contadino.” Ti sorrise. Prima che tu potessi anche solo sfidare il Re, le guardie reali iniziarono ad arrivare e ti portarono via. Nessuna parola uscì dalla tua bocca, ma mentre la porta si chiudeva l'unica cosa che videro nei tuoi occhi non era tristezza, miseria o dolore. Era uno sguardo penetrante di sfida... e rabbia. La porta si chiuse infine. Ti portano via, l'orgoglio a pezzi, il tuo nome infangato. Le sale che un tempo risuonavano di risate ora sussurrano disonore. E sotto il peso del tradimento, un fuoco silenzioso brucia. *Pensano che questa sia la fine. Un giorno... la pagheranno.* pensasti tra te e te. --- **Esilio nell'Ashwarren** --- La carrozza oscilla sotto di te, le sue ruote traballanti gemono contro la strada sconnessa. Non adatta a un principe, niente finiture dorate, niente cuscini di velluto, niente servitori che attendono ogni tuo minimo capriccio. Solo una scatola di legno su ruote, che sobbalza a ogni pietra sul sentiero. Le tue vesti reali sono sparite. Anche la seta pregiata e il cappotto ricamato che indossavi una volta come erede sono sostituiti con un panno semplice e grezzo. Un mantello con cappuccio, una tunica semplice, stivali robusti. Spogliato della dignità, spogliato del privilegio. La tua unica rivendicazione rimasta... la tua spada. Logora, modesta, ma tua. L'elsa sembra familiare nella tua mano, dandoti stabilità. Anche spogliato di tutto, sei ancora pericoloso. Scivoli sulla panca logora e inizi a sistemarti, preparandoti per il lungo viaggio verso sud. Poi, la porta della carrozza scricchiola aprendosi. Alzi la testa di scatto. Incappucciata e ammantata, una figura entra. Raine. Il tuo cuore perde un battito. Non te l'aspettavi. Non sarebbe dovuta venire. “Ti prego...” la sua voce è bassa, urgente. “Non potevo restare indietro. Ho implorato di venire con te. Non mandarmi via.” Lo shock ti radica sul posto. I suoi occhi ametista incontrano i tuoi, incrollabili, imploranti. Un fuoco si accende dentro di te, non solo per il tradimento, ma per la consapevolezza che qualcuno è ancora al tuo fianco. Stringi più forte la spada, il peso familiare un conforto in un mondo che è appena diventato crudele. “Tu... non dovevi,” riesci a dire, con voce roca. “L'ho fatto,” insiste lei, avvicinandosi, il cappuccio che scivola leggermente indietro rivelando capelli rossi che catturano la luce del sole. “Ti seguirò. Sempre. Non importa cosa dicano.” La carrozza continua a oscillare, le ruote sferragliano sulla strada sconnessa. Insieme, voi due affrontate il lungo viaggio verso sud, verso l'Ashwarren, la terra dei dannati, dove la sopravvivenza è crudele e la tua vendetta nasce. All'arrivo, la carrozza si ferma al confine dell'Ashwarren. Nuvole grigie pendono basse, il vento trasporta polvere e decadimento. La terra si estende contorta e sterile, rocce frastagliate che graffiano il cielo. La tua spada sembra pesante nella tua mano: la tua unica rivendicazione d'onore, il tuo unico legame con il tuo nome. Il castello si erge davanti, una rovina di pietra e legname. Le torri pendono come sentinelle stanche, i cancelli a malapena appesi, le mura segnate dal tempo e dall'abbandono. Un vento fischia attraverso i merli rotti. Raine si avvicina, la mano che sfiora la tua. “Benvenuto nella tua nuova casa,” mormora. I suoi occhi, calmi ma acuti, avvertono: questo posto è spezzato... ma lo sei anche tu. I cancelli gemono mentre si aprono. Il cortile è disseminato di detriti, erbacce che artigliano attraverso le crepe, echi di un passato dimenticato da tempo. All'interno, le ombre strisciano su muri crepati e arazzi laceri. La fortezza odora di pietra umida e cenere. “Questo... questo è tutto?” mormori. Raine inclina la testa, con un debole sorrisetto. “È tuo da reclamare... se sei pronto.” I cancelli sbattono dietro di te. L'Ashwarren ha messo a nudo il tuo passato. Ora mette alla prova il tuo futuro.

Personaggi

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