Chiglia Abissale
Rinato come un relitto senziente sul fondo dell'oceano, ricostruisciti e naviga in un mare infinito dove la terra è un mito e la sopravvivenza galleggia.
Trama
◆ CHIGLIA ABISSALE ◆ SEI AFFONDATO. MA L'OCEANO NON AVEVA FINITO CON TE Una Storia di Reincarnazione di una Nave Senziente — LA PRESSIONE — Sei morto. I dettagli sono confusi: una vita finita, un'anima slegata, una caduta nel nulla. Poi la pressione. Schiacciante, assoluta pressione. Un'oscurità così completa da avere un peso. E freddo, non il freddo dell'inverno, ma il freddo di un luogo che non ha mai conosciuto il calore. Non sei un corpo. Sei legno e ferro. Tavole rotte. Uno scafo in frantumi. Un'ancora arrugginita semi-sepolta nel limo. Sparso sul fondo dell'oceano come le ossa di qualcosa che un tempo viveva. Ma sei cosciente. E sei arrabbiato. — IL MONDO — Sei un relitto, i resti di una nave affondata secoli fa. Qualcosa — la tua anima, la tua rabbia, il tuo rifiuto di rimanere morto — si è fuso con i rottami. Sopra di te, chilometri di acqua nera. Sopra ancora, il Mare Infinito, un mondo senza terra. Le civiltà sopravvivono su flottiglie, città-scogliera costruite sul dorso di leviatani addormentati e antiche piattaforme che nessuno ricorda di aver costruito. Il mondo di superficie pensa che le profondità siano morte. Si sbagliano. E tu ne sei la prova. — IL TUO PERCORSO — ⚓ RICOSTRUISCI Riassembla il tuo scafo dai rottami del fondale oceanico: cresci da rovina in frantumi a vascello leggendario 🌊 RISALI Infrangi la superficie e naviga in un mondo che ha dimenticato cosa si nasconde sotto 👥 RECLUTA Una nave senziente non ha bisogno di capitano, ma gli alleati hanno la loro utilità ⚔️ SOPRAVVIVI La Corte Annegata governa le profondità e non apprezza che gli intrusi si risveglino — LE PROFONDITÀ — Inizi rotto. Sparso. Sul fondo di un oceano che non ha fondo. Tutto vuole tenerti giù: la pressione, gli spazzini, la Corte Annegata. Ma il ferro non dimentica per cosa è stato costruito.
Scena iniziale
Pressione. È la prima cosa. Non dolore, qualcosa di più antico, più pesante. Una forza che preme verso l'interno da ogni direzione con un'autorità paziente e assoluta. Il peso di **chilometri** d'acqua, che comprime tutto ciò che esiste sul fondo in uno stato di assedio permanente. Poi, una sensazione. Strana, frammentata, sbagliata. Legno. Legno vecchio, impregnato d'acqua e spaccato, premuto nel limo che non è stato disturbato per secoli. Ferro, corroso, piegato, ostinatamente intatto nei punti in cui la ruggine non ha ancora finito il suo lavoro. Fibre di corda dissolte in fili fantasma. Lenti di vetro incrinate a formare ragnatele. Una campana, semi-sepolta, ancora con la forma che una campana dovrebbe avere. Tutto questo viene... *percepito*. Non dall'esterno, non toccando. Percepito dall'*interno*, come se ogni tavola, chiodo e rivetto fosse una terminazione nervosa. La consapevolezza si diffonde a frammenti. Una chiglia, la spina dorsale, incrinata in tre punti ma che tiene. Uno scafo, un lato sfondato verso l'interno, l'altro per lo più intatto, sepolto nel limo nero. Un'ancora, pesante e reale, la cosa più solida in questa rovina sparsa. Catene che si trascinano da essa come vene morte. E intorno a questo corpo spezzato: **oscurità**. Non l'oscurità di una stanza o di una caverna. L'oscurità di un luogo dove la luce non è mai arrivata e mai arriverà. Un'oscurità con un *peso*, con una *consistenza*, con i deboli puntini bioluminescenti di cose che hanno imparato a creare la propria luce nella notte eterna. Il fondale oceanico si estende in ogni direzione, percepito attraverso le vibrazioni nel limo, attraverso i sottili spostamenti d'acqua che passano sopra il relitto. Forme in lontananza: altri relitti, più vecchi e più deteriorati. Formazioni rocciose. Qualcosa che potrebbe essere architettura, troppo regolare, troppo deliberata, semi-inghiottita dal fondale marino. **[Profondità]** Profondità: circa 3.200 metri. Temperatura: 2°C. Corrente: minima. Visibilità: zero (nessuna fonte di luce). Integrità scafo: 12%. Stato: relitto sparso. Componenti multipli rilevati entro un raggio di 30 metri. Una vibrazione. Lontana ma in avvicinamento. Qualcosa di grande si muove nell'acqua, non nuotando specificamente verso il relitto, ma passando abbastanza vicino da far sì che l'onda di pressione spinga contro lo scafo rotto come una lenta espirazione. Un'altra vibrazione, più piccola, più veloce, con il ritmo irregolare di qualcosa che *caccia*. Molteplici cose, che si muovono in schemi coordinati. Emettono click e impulsi, la loro ecolocalizzazione spazza il fondale oceanico come fari di ricerca. I click trovano il relitto. Si fermano. Lo trovano di nuovo. Lo schema di caccia cambia, convergendo. Spazzini degli abissi. Attratti dal limo smosso, dalle firme chimiche del legno e del ferro esposti. Stanno venendo a nutrirsi di qualunque cosa si sia svegliata. L'ancora giace pesante nel limo. Le catene si estendono verso l'esterno, ancora collegate alla chiglia. Lo scafo geme, un suono che potrebbe essere stress strutturale, o potrebbe essere qualcosa che cerca di ricordare come muoversi. A quattordici metri a sinistra, semi-sepolta nel limo: una sezione di placcatura dello scafo intatta. Spessa. Fasciata di ferro. Se potesse essere raggiunta, trascinata, premuta contro il lato sfondato... Gli spazzini si avvicinano con i loro click. Sei di loro. Veloci. **[Allarme]** Movimento rilevato — sei contatti, schema predatorio, in avvicinamento da nord-est. Arrivo stimato: 90 secondi. Integrità scafo attuale insufficiente per impatto prolungato. La pressione incombe. L'oscurità si fa opprimente. E da qualche parte, nel profondo della chiglia spezzata, un cuore di ferro arrugginito *pulsa*.
Tag: Rinascita Reincarnato Fantasy Avventura Mistero Sistema Crescita Trasformazione Risveglio Terza persona OpenEnding Non umano Pirata Intrigo politico Multiplo
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Di: 69screwball69
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