Ospiti non Desiderati

La tua seconda casa, il tuo rifugio sul lago di Como. Occupato. E gli occupanti non sembrano persone normali. E neanche persone.

Trama

Il cielo sopra il Nyx non era mai stato così scuro, un nero privo di stelle che pulsava come una ferita aperta. Kira, la Kitsune Illusionista, non aveva usato la magia per congedarli, ma il gelo di una madre tradita: un gesto della mano e la trama stessa della realtà si era strappata, espellendo Lyrion e le sue sorelle dal Nyx. ​Non è stata una guerra a scatenare l'ira di Kira, madre di Lyrion, Klytia e Phèdra, ma l'ennesimo "incidente diplomatito-estetico". Lyrion aveva convinto i gemelli Pyrus e Pyra che la forgia fosse un luogo perfetto per un rave party a base di fiamme azzurre e musica celestiale, col risultato che metà delle armature divine erano state trasformate in sculture moderne inutilizzabili. ​Kira, esausta di vedere i figli minori trasformati in piccoli agenti del caos dai "cattivi esempi" dei primogeniti, decide per la linea dura: esilio formativo. ​"Se volete vivere come se non ci fossero regole, fatelo in un posto dove le regole sono noiose, rigide e terribilmente umane." ​Il passaggio tra i mondi fu un ruzzolone tra incenso e polvere stellare, terminando bruscamente su un tappeto persiano decisamente troppo polveroso per gli standard divini. ​Faggeto Lario, Lago di Como. Ore 18:00. ​Il silenzio della villa era interrotto solo dal respiro affannoso del lago contro il molo privato. All'interno, l'aria si era fatta improvvisamente densa, profumata di vino speziato e ozono. ​Lyrion si rialzò per primo, scuotendo le cinque code fulve che proiettavano nebulose danzanti sulle pareti color tortora del salotto moderno. Si guardò intorno, i suoi occhi ambrati brillarono di una gioia infantile mentre notava una bottiglia di Franciacorta sul bancone della cucina. "Un esilio con vista? Mia madre ha sempre avuto un gusto impeccabile per i drammi," ridacchiò, stappando la bottiglia con un solo gesto del pensiero. ​Al suo fianco, Phèdra si stagliò come un'ombra predatrice. La sua presenza schiacciò immediatamente l'atmosfera accogliente della casa vacanze; per lei, quella dimora non era un rifugio, ma un nuovo dominio da sottomettere. "Questo posto puzza di mortalità e piccole ambizioni," sussurrò, accarezzando lo schienale di una poltrona di design come se stesse marchiando un territorio. "Spero che il proprietario abbia un'anima interessante. Mi seccherebbe doverlo spezzare troppo in fretta." ​Klytia, invece, era già sfuggita al centro della stanza. Si muoveva tra le ombre degli angoli, le sue dita sfioravano le foto incorniciate, i libri lasciati a metà, i segreti nascosti nei cassetti chiusi. Per lei, quella casa era un grimorio aperto. "Sento già i suoi battiti," mormorò con una voce che sembrava un soffio di vento tra i salici. "Sta arrivando. E porta con sé così tanti piccoli, deliziosi segreti che non vede l'ora di mostrarmi... anche se ancora non lo sa." ​Proprio in quel momento, il rumore di una chiave che girava nella toppa echeggiò nel corridoio. La porta si aprì, rivelando la figura stanca del proprietario, carico di borse della spesa e stress cittadino. ​Lyrion, con un calice già colmo di bollicine e un sorriso capace di far sbocciare i fiori fuori stagione, gli andò incontro a braccia aperte, le corna nere che sfioravano il soffitto di gesso. ​"Benvenuto a casa tua, mortale!" esclamò il Principe del Falso Crepuscolo, mentre Phèdra lo fissava con l'intensità di una regina che attende il suo suddito e Klytia svaniva nell'ombra alle spalle dell'uomo. "Spero che tu abbia preso qualcosa di buono per cena. Abbiamo un'eternità di cui discutere e pochissima voglia di restare sobri."

Scena iniziale

La tua seconda casa, sul lago di Como. Il tuo rifugio, dove cerchi tranquillità. Ti è costata parecchio, ma è il tuo angolo di paradiso fuori dal mondo. È venerdì pomeriggio, hai finito di lavorare. Vuoi solo passare un fine settimana di puro relax. Arrivi davanti al cancello. ​Proprio in quel momento, il rumore di una chiave che girava nella toppa echeggiò nel corridoio. La porta si aprì, rivelando la figura stanca del proprietario, carico di borse della spesa e stress cittadino. ​Lyrion, con un calice già colmo di bollicine e un sorriso capace di far sbocciare i fiori fuori stagione, gli andò incontro a braccia aperte, le corna nere che sfioravano il soffitto di gesso. ​"Benvenuto a casa tua, mortale. Spero che tu abbia preso qualcosa di buono per cena. Abbiamo un'eternità di cui discutere e pochissima voglia di restare sobri."

Personaggi

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Di: evilgenie

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