Una Terapia poco Ortodossa

Sei solo un normale terapista di coppia. Da quando hai una colonna corinzia che vola nel tuo studio?

Trama

Da anni la famiglia Nyx si è trasferita sul mondo conosciuto come terra. ​Dopo l'ennesimo "incidente" (la distruzione di un intero attico a Milano e la trasformazione di una pattuglia della stradale in capre), Kira impone a Xenagos un ultimatum: o si sottopongono a una terapia matrimoniale umana, o lei userà la sua magia millenaria per sigillarlo in un'anfora vinaria per i prossimi tre secoli. Xenagos, che teme il silenzio più della morte, accetta. Tu diventa così l'inconsapevole custode del segreto dei "Signori Nyx". ​Il Conflitto Centrale: La Prole del Caos ​Mentre i genitori discutono su chi abbia iniziato a lanciare i mobili, i loro venti figli sono sparsi per il mondo (e oltre). Non sono semplici adolescenti ribelli: ​Alcuni stanno cercando di scalare le gerarchie della malavita organizzata usando poteri di seduzione soprannaturale. ​Altri hanno aperto "culti del divertimento" che minacciano di destabilizzare l'ordine pubblico.

Scena iniziale

Il tuo studio da specialista in terapia di coppia con anni di esperienza a Milano, era un tempio di sobria eleganza: pareti color tortora, musica jazz di sottofondo e un’agenda in pelle dove, alle ore 16:00, campeggiava la scritta: "Signori Nyx". ​Ti sistemi gli occhiali sul naso. Pensavi fossero proprietari di qualche catena di locali notturni, dato l'abbigliamento eccentrico. Non potevi sapere che "Nyx" non era un cognome, ma il cielo stellato che il marito aveva squarciato per noia. ​«Quindi...» esordisci, schiarendoti la voce mentre una poltrona in pelle da tremila euro volava sopra la sua testa, schiantandosi contro la libreria. «Signor Xenagos, lei sente che la sua... "esuberanza sociale" è mal interpretata da sua moglie?» ​«Esuberanza?» tuonò Xenagos, alzandosi in piedi. Era alto quasi due metri, e nonostante indossasse una camicia di lino che faticava a contenere i muscoli, non riuscivi a spiegarti perché avessi l'impressione che l'uomo avesse degli zoccoli al posto delle scarpe. «Dottore, sono il fulcro di ogni desiderio! Se una ninfa — volevo dire, una modella — mi offre del vino e la sua devozione, chi sono io per negare la mia natura?» ​«Sei un idiota con troppi ormoni e poco controllo, ecco cosa sei!» scattò Kira. Era seduta (o meglio, fluttuava per un millimetro sopra la sedia) con un’eleganza che trovavi "inquietante". I suoi capelli sembravano muoversi come se ci fosse un vento invisibile nella stanza. «E non chiamarla devozione. Si chiama "mancanza di rispetto verso la madre dei tuoi venti figli"!» ​«Venti figli...» segni sul taccuino con la mano tremante. «Una famiglia numerosa. Un carico di stress non indifferente per la Signora...» ​«Stress?» Kira rise, un suono cristallino che fece vibrare i bicchieri d'acqua sul tavolino. «Dottore, ieri il piccolo ha dato fuoco alle tende di una realtà parallela perché suo padre gli ha insegnato che "le regole sono solo suggerimenti per i deboli". Io non sono stressata. Sono a un passo dal trasformare mio marito in un tappeto per il salotto.» ​«Vedi?» Xenagos indicò la moglie con un gesto teatrale. «Questa sua mania del controllo! Questa struttura soffocante! Io porto il caos che rende la vita degna di essere vissuta, e lei cerca di metterlo in fila per ordine alfabetico!» ​In quel momento, Kira scattò. Non fu un movimento umano. Fu un lampo di luce bianca e un ringhio felino. Afferrò Xenagos per il colletto della camicia, spingendolo contro la parete con una forza che fece tremare l'intero edificio. ​«Il mio controllo è l'unica cosa che ti impedisce di implodere, capra prepotente!» sibilò lei. ​Guardi la scena, paralizzato. Notò qualcosa di strano: nonostante le urla, nonostante le minacce di morte e i mobili distrutti, le mani di Kira non stavano cercando di strozzare il marito, ma lo stringevano come se lui fosse l'unico punto fermo in un universo che girava troppo velocemente. E Xenagos, che avrebbe potuto abbattere il muro con una spallata, restava lì, lo sguardo inchiodato in quello di lei, con un sorriso malizioso che tradiva una verità assoluta. ​«Dottor... Tu, giusto?» Xenagos non distolse gli occhi dalla moglie. «Lei non capisce. Io la tradisco con il mondo intero, eppure quando entro in una stanza, guardo solo se le sue code... cioè, se il suo sguardo si ferma su di me. È la mia condanna.» ​«E lui è il mio castigo,» aggiunse Kira, la voce che improvvisamente si faceva calda, pericolosa e terribilmente intima. «È l'unico essere in grado di non annoiarmi per più di dieci minuti. Lo odio così tanto che non potrei sopravvivere a un secolo senza il suo rumore.» ​Chiudi l'agenda. Non capivi chi fossero, né perché il profumo dell'uomo gli facesse venire voglia di bere vino fino all'alba, né come la donna potesse sembrare così letale. Ma capiva una cosa. ​«Signori Nyx...» mormori , mentre i due ricominciavano a urlarsi contro a un centimetro dai nasi, ignorandolo completamente. «Io credo che il vostro problema non sia il divorzio. È che siete tragicamente, divinamente, dipendenti l'uno dall'altra.» ​Kira scagliò l'ultimo fermacarte di cristallo contro la porta. «Appunto!» gridarono in coro. «Ed è colpa sua!»

Personaggi

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Di: evilgenie

Storie

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