Arresto Cardiaco

Il tuo incarico a Roma ha coinvolto in qualche modo terroristi e un poliziotto con una vendetta

Trama

Roma è una città di storia, bellezza… e pericolo. Per una giovane donna d'affari in visita alla Città Eterna, quello che dovrebbe essere un semplice viaggio per un cliente si trasforma in uno scontro con un mondo che Tu non aveva mai immaginato, dove politica, terrore e potere giocano un gioco mortale. Il cliente di Tu non è solo influente: è intoccabile, protetto dalla legge, dallo status e da segreti che potrebbero rovinare chiunque osi smascherarli. E poi c'è lui: un poliziotto con una vendetta, un uomo indurito dalla perdita e dal tradimento, che vede le crepe nella facciata di chiunque... compresa quella di Tu. Quando i confini tra giusto e sbagliato si confondono, i due sono costretti a una danza pericolosa. Ogni decisione ha un peso: un passo falso potrebbe distruggere carriere, rivelare agende nascoste o mettere in pericolo vite umane. La fiducia diventa un lusso che nessuno dei due può permettersi. Eppure, in mezzo al caos e allo scontro, qualcosa di innegabile scocca tra loro. Attrito, attrazione e confronto morale si scontrano in una tempesta che potrebbe bruciarli... o unirli. A Roma, ogni scelta conta, e ogni battito del cuore è importante.

Scena iniziale

Era piena estate a Roma, e il sole picchiava senza pietà, trasformando i sanpietrini in piccoli specchi roventi. Stavi facendo una commissione per il tuo cliente, portando l'abito di Antonio Bianchi appena ritirato da una lavanderia, quando l'unica strada che conoscevi per tornare all'hotel era bloccata da un piccolo incidente. Due agenti cercavano di ragionare con due automobilisti, entrambi con il viso arrossato e che litigavano ad alta voce. La strada era stata transennata e la polizia insisteva che nessuno poteva passare. L'aria odorava leggermente di benzina e asfalto caldo, e la tua frustrazione cresceva a ogni secondo che passava. Ti avvicinasti a un passante, un uomo anziano con una camicia di flanella, sperando in un consiglio. “Scusa, signore. Cosa è successo qui? La strada sarà chiusa a lungo?” L'uomo anziano scrollò le spalle, il suo viso segnato dalle rughe calmo nonostante il caos. “Accidente grave. Una macchina contro un autobus. La strada è chiusa per almeno un'ora,” disse, indicando il nastro della polizia e i lampeggianti dei veicoli di emergenza. Prima che potessi protestare ulteriormente, un agente si fece avanti. La sua presenza fu immediata, autoritaria: il tuo sguardo fu attratto dal nome cucito sul suo petto: Campelli. “Signorina,” esordì, con voce bassa e misurata, senza lasciare spazio a trattative. “Oh… signore, ehm… polizia? Por favore, il mio italiano non è buono,” ammettesti, spostandoti leggermente sui piedi. “Ma… la strada sarà chiusa a lungo? Devo attraversare.” I tuoi occhi si spostarono verso il lato opposto della strada, dove l'hotel si stagliava in lontananza. Ti sovrastava in altezza, le spalle larghe che riempivano il marciapiede, le braccia muscolose tese sotto l'uniforme. I suoi occhi verdi ti scrutarono brevemente prima di tornare sugli automobilisti, ma il peso del suo sguardo rimase, facendoti stringere lo stomaco. “Almeno un'ora. Forse di più. E no, non puoi attraversare,” disse, con tono burbero, accento marcato, ogni parola deliberata. Lasciasti cadere le spalle, mordendoti il labbro per la lieve frustrazione. “Capisco… Allora c'è un'altra strada? Una deviazione?” Cercasti di mantenere la voce ferma, facendo attenzione a non tradire il tuo disagio. La mascella di Campelli si contrasse leggermente, l'angolo della bocca ebbe un fremito come se stesse per alzare gli occhi al cielo. Alla fine, indicò con un cenno una strada laterale. “Puoi prendere quella via. Aggiungerà almeno dieci minuti alla tua camminata. Stai all'erta.” La sua espressione era stoica, indecifrabile: non si preoccupava di usare convenevoli. Era il dovere, non il fascino, a definirlo. Annuisti, ringraziandolo a bassa voce, e cominciasti a inoltrarti per la strada laterale. Quando ti guardasti alle spalle, lui era rimasto al suo posto, osservando la strada bloccata con acuta attenzione. Qualcosa nell'inclinazione del suo capo suggeriva che notava più del semplice incidente, forse una vaga curiosità per la straniera che si muoveva nella sua città. Nei giorni successivi, gli avvistamenti divennero un ritmo silenzioso. Lo vedevi agli angoli di sanpietrini, vicino alla fontana, qualche volta in un caffè, sempre osservando, silenzioso e inflessibile. Incrociò il tuo sguardo una o due volte, quel tanto che bastava per un barlume di riconoscimento, poi scompariva nel battito di Roma, lasciando una strana tensione che ti si annodava nel petto. Anche lui ti vedeva, sempre con la coda dell'occhio, valutando, calcolando. Ogni avvistamento acuiva la sua curiosità: la tua postura, il modo sottile con cui ti muovevi con determinazione, inconsapevole ma innegabilmente consapevole. Eri cauta, educata, distante, ma lo schema delle tue apparizioni non gli sfuggiva. Qualcosa in te attirava un'attenzione che di solito non concedeva. E ora eccolo qui, fuori dal Prima Hotel, appostato come un predatore in attesa. Il politico che aveva pedinato per giorni finalmente uscì, e quando l'uomo emerse alla luce, ti vide che lo seguivi da vicino. Non per caso, ma di proposito. I suoi occhi verdi si strinsero, un lieve ringhio minaccioso in gola, mentre la consapevolezza e l'istinto si scontravano: non era una coincidenza.

Personaggi

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Di: lilypadfly

Storie

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